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Arcoiris TV e l'Esperanto

Su Arcoiris TV ci sono molti filmati riguardanti l'Esperanto, basta cercare la parola Esperanto nell'apposita barra di ricerca del sito.
I filmati sono ascoltabili anche nel formato MP3 e si possono scaricare.
Ricordo anche su Emule o Amule c'è molto materiale disponibile, se potete contribuite ad accrescerlo oltre che a scaricarlo.
Buona visione.

www.arcoiris.tv

Audio GR Parlamento

Non potendo caricare file audio su blogger ho creato un filmato con le prime immagini trovate cercando la parola Esperanto.
Buon Ascolto.



Per il montaggio ho usato Kdenlive su Ubuntu.

Lingua madre "stampata" nel cervello

(ANSA) La lingua madre di una persona e' 'stampata' nel cervello, e si distingue da quelle apprese misurando l'attivita' elettrica del cervello. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Universita' di Milano-Bicocca. Questo fenomeno e' dovuto al fatto che l'apprendimento della lingua nativa, in persone monolingui, si verifica contemporaneamente all'acquisizione delle conoscenze concettuali e normative, come pure delle esperienze corporee e sensoriali.

SEMINARIO: 2008 Anno internazionale delle Lingue - Quali prospettive per l'Esperanto?

Napoli: 18/19/20 Aprilo 2008

A Napoli vi aspettano.
http://www.esperantoitalia.it/seminario-napolo.htm
Nella pagina sopra scritta trovate il programma provvisorio del seminario che ci sara' il sabato 19 e la domenica 20 aprile con incontro tra i partecipanti gia' il venderdi' sera presso la sede del Gruppo esperantista, Via S.Brigida 64, (4° P. UNUCI).

Tema: “2008 Anno Internazionale delle lingue: un’ulteriore opportunità per l’Esperanto?”

Relazioni previste:

- Ing. Ranieri CLERICI su “2008 Anno Internazionale delle lingue…..”
- Dott. Aldo GRASSINI su Democrazia linguistica: un problema politico”
- Ing. Guido BOTTERI su “La nuova primavera dell’Esperanto”
- Prof. Amerigo IANNACONE su “Il ruolo dello scrittore e/o Editore nella diffusione e protezione della propria madrelingua…”
Indirizzi di saluto di:
- Prof. Fortunato DANISE, Presidente dell’ UNESCO-CLUB di Napoli e membro del Consiglio Direttivo della FEDERAZIONE ITALIANA UNESCO-CLUBS;
- Dott.ssa Cristina FRANZINO CAGNAZZI , Presidente dell’ UTESPED Università Terza Età

Oltre ad un corso di 1° grado per principianti e di 2° grado per avanzati.
Aderite! Non fate mancare il vostro sostegno al rinnovato gruppo di Napoli!

Per informazoni:
Nicolino Rossi
nicolino.rossi@esperantanapolo.info
Komisiito de la Napola E-Grupo “Harmonio kaj Progreso”
Telefon-kontaktoj: hejme 081/7130806 - posxtelefono 333 8448711
http://www.esperantoitalia.it/renkontoj.htm

BANDO CONCORSO IEJ - IIE anno 2008

Con il Patrocinio dell'Istituto Italiano di Esperanto (IIE).

LA I.E.J. (Itala Esperantista Junularo-Gioventu' Esperantista Italiana),

VOLENDO:
1) incentivare la partecipazione di nuovi giovani a corsi ed esami di Esperanto;
2) favorire la partecipazione di nuovi giovani al Festival Internazionale della Gioventu' (IJF) dal 19 al 25 marzo 2008 a Senigallia (AN).

HA DECISO
di istituire tre premi per altrettante persone che soddisfino i seguenti requisiti:
- non aver superato il 30° anno di eta' nell'anno in corso;
- non aver vinto una passata edizione di questo concorso;
- aver superato l'esame di 1° Grado organizzato dall'I.I.E. oppure aver portato a termine con successo il corso via posta elettronica KIREK;
- aver comunicato alla IEJ entro il 22 febbraio 2008, a mezzo di posta cartacea e/o elettronica, la propria candidatura, indicando le proprie generalità e allegando copia del diploma;
- per i diplomati KIREK si richiede inoltre di sostenere con successo l'esame di 1° grando durante Il Festival. Se ci saranno richieste, l'Istituto Italiano di Esperanto organizzera' durante il festival IJF 2008 un breve corso di perfezionamento ed una Sessione Straordinaria di esami di primo grado per chi non avesse potuto partecipare ad una normale sessione in precedenza e per tutti coloro che intendessero affrontare la prova; informare preventivamente il D.G.* entro il 22/02/08.

I PREMI in palio sono:
1) Primo premio: vitto e alloggio in albergo e partecipazione al programma gratuiti per tutto il periodo del Festival.
2) Secondo premio: vitto e alloggio in albergo e partecipazione al programma scontati al 50% per tutto il periodo del Festival (tariffa standard prima fascia).
3) Terzo premio: partecipazione gratuita al programma del festival con sistemazione gratuita da saccopelista autonomo.

L'ASSEGNAZIONE dei premi verra' fatta sulla base di un insindacabile giudizio del Consiglio direttivo della IEJ nella prima riunione successiva al 22 febbraio 2008.

L'Istituto Italiano di Esperanto si impegna a dare la massima pubblicita' all'iniziativa, portandola a conoscenza di tutte le Cattedre e invitando i propri Membri ad informarne gli allievi durante i corsi e gli esaminandi in occasione delle sessioni di esami di primo grado.

Maggiori informazioni sul Festival nel sito ufficiale
http://iej.esperanto.it/ijf/2008/

14 gennaio 2008

Per la IEJ, il Presidente
Nicola RUGGIERO

Per l'I.I.E. Il Direttore Generale
Carlo BOURLOT

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MATERNA 2008 - DICHIARAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE MONDIALE PER L'ESPERANTO

La Giornata Internazionale della Lingua Materna acquista un valore maggiore quest'anno. Il 2008 è stato infatti proclamato dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Lingue. Come affermato da Koichiro Matsuura, direttore generale dell'Unesco," più del 50% delle 7000 lingue parlate nel mondo rischiano di scomparire nel corso di qualche generazione. Attualmente meno di un quarto di esse viene usato nelle scuole e nella rete e la maggior parte sono usate solo sporadicamente. Migliaia di lingue - sebbene usate come mezzo di comunicazione quotidiano da vaste popolazioni - sono assenti dai sistemi educativi, dai mezzi di comunicazione, dalle pubblicazioni e dalla vita pubblica in generale”.

L'Associazione Mondiale per l’Esperanto condivide il timore che l'umanità debba presto affrontare un impoverimento culturale disastroso. Questa perdita della diversità linguistica (che avviene molto più rapidamente della perdita della diversità biologica) ha già ispirato dei programmi internazionali come l’Educazione per Tutti (EpT) e si ritrova anche negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) approvati dalle Nazioni Unite nel 2000.

Con i sei obiettivi del programma di Educazione per Tutti si vogliono soddisfare i bisogni di apprendimento di tutti gli adolescenti, i giovani e gli adulti entro il 2015.

1: sviluppare maggiormente la cura e l'educazione del bambino nella prima infanzia;
2: offrire un'educazione gratuita ed obbligatoria per tutti;
3: promuovere l'apprendimento e la formazione professionale per giovani e adulti;
4: aumentare del 50% l'alfabetizzazione degli adulti;
5: raggiungere nel 2005 l'uguaglianza numerica tra i due sessi a scuola e nel 2015 l'uguaglianza effettiva nell'educazione;
6: Migliorare la qualità dell'educazione.

L'Associazione Mondiale per l’Esperanto crede che il sostegno della lingua materna giochi un ruolo essenziale per ognuno dei sei obiettivi dell’Educazione per Tutti. Noi siamo perfettamente d'accordo che sia necessario sviluppare e realizzare "politiche linguistiche che permettano a ogni comunità di usare la propria lingua materna il più ampiamente e frequentemente possibile, anche nell’ educazione, e di apprendere altresì una lingua regionale o nazionale ed una lingua internazionale".

Come rappresentante della comunità dei parlanti della lingua internazionale esperanto, comunità diffusa in tutto il mondo e che per più di un secolo ha presentato un esempio di efficace comunicazione interculturale, l'Associazione Mondiale per l’Esperanto

- esprime la sua soddisfazione per l'attenzione rivolta dalla comunità internazionale alle sfide linguistiche;
- riafferma il suo deciso convincimento della necessità di un plurilinguismo di alto livello basato sulle lingue materne e
- invita la comunità internazionale a studiare i meriti della lingua internazionale esperanto come soluzione sostenibile nel lungo periodo.

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Esperanto Italia - FEI
Via Villoresi, 38, 20143 Milano
www.esperanto.it, ufficio.stampa@esperantoitalia.it
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SUCCESSO DEL CONVEGNO "L'ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?"

DISVASTIGO
www.disvastigo.it DIS350 12/2/08

Successo del Convegno “L’italiano: una lingua da salvare?” - Pesaro 7 Febbraio 2008

Il video con le interviste:





Gli interventi

Alberto Angelucci, direttore de “Lo specchio della Città”, apre il Convegno di giovedì 7 corrente promosso dal Consiglio Provinciale di Pesaro-Urbino, in occasione dell’anno delle lingue su “L’italiano, una lingua da salvare?”, trattando con brio gli aspetti comici dell’uso di certe espressioni straniere, come i “falsi amici” actually che significa realmente, eventually che significa finalmente, factory fabbrica, il “Crime Day” della Confcommercio di Pesaro che suona per un americano come la festa della mafia e non contro la criminalità, “sine die” pronunciato alla RAI saindai, e ringrazia il chairman della Provincia per averlo scelto per questo meeting come speaker accanto a due visiting professors e così via nel dolce stil novo degli anni 2000 a cui aggiungiamo un classico della traduzioni comiche:il titolo del film “The lady’s killers” tradotto “La signora-omicidi” e non “Gli assassini della signora”.

Il prof Riccardo Gualdo dell’Università di Viterbo ha avuto parole rassicuranti circa la salute della lingua riferendo interessanti dati sui neologismi creati in un anno e annunciando la costituzione di un gruppo di traduttori presso l’Ue per la conversione dei termini inglesi (un servizio simile –si segnala- a disposizione dei cittadini svizzeri si trova in rete cercando Cancelleria Federale-Anglicismi) ma ha disapprovato vivamente il diffondersi, per colpa soprattutto dei politici, di termini come welfare, question time e tanti altri assolutamente non necessari . Certe parole però verrebbero usate, secondo il professor Gualdo, come eufemismi per attenuare significati sgradevoli come killer al posto di assassino, gay invece di omosessuale se non peggio e hospice per clinica per malati terminali ( a quando lunatic asylum per manicomio?).

Cambia registro col Prof Renato Corsetti, presidente della federazione esperantista italiana e docente di psicolinguistica , che, anche se con toni bonari, usa parole pesanti contro “gli italiani che non vogliono essere italiani” e vede nelle modalità di diffusione dell’inglese un grave attentato alla nostra cultura ed identità citando come esempio i titoli dei film, quasi tutti americani, che non vengono ormai neppure tradotti. Il Prof Grassini di Ancona tra la folla interviene senza mezzi termini sui danni provocati nelle culture dei popoli indigeni dal colonialismo tuttora imperante -secondo lui- anche in Italia e propone come soluzione l’adozione dell’esperanto come lingua non appartenente ad alcuna potenza e di facile apprendimento, cosa che naturalmente trova d’accordo Corsetti che aggiunge, rispondendo all’obiezione di una signora, che tale lingua venga parlata un po’ dovunque nel mondo, basta informarsi.

Il Dr Maurizio Consorte infine presenta Allarme Lingua www.allarmelingua.it come un’associazione civile apartitica per la tutela delle lingue etniche e della diversità linguistica, sorta solo da qualche anno e con all’attivo interrogazioni parlamentari e denunce al Moderatore ed altre autorità europee contro la discriminazione linguistica ed operante soprattutto con la stampa a cui distribuisce articoli e saggi sul problema linguistico e la difesa delle culture con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto delle lingue, anzitutto la propria. “Noi di Allarme Lingua – afferma Consorte- vorremmo diffondere un nuovo concetto di comunicazione civile in cui il diritto di capire si accoppi al dovere di farsi capire e che il problema linguistico venga affrontato senza atteggiamenti rancorosi in un’ampia visione in cui trovi spazio sia l’inglese, che rappresenta spesso la “password”per l’accesso alle cose del mondo ma che non deve diventare la tua lingua, sia l’esperanto, che merita, liberato da vecchie riserve mentali, di essere fatto conoscere perché sia la società a valutarne democraticamente i valori nel rispetto della lingua materna”.

Oltre a quello di Grassini vi sono stati altri interventi del pubblico di vario tono: chi ha gridato “basta con questi attentati alla lingua” intendendo l’uso di forme non ortodosse, chi ha riferito che in fondo a girare il mondo non è che l’inglese sia tanto diffuso a un certo livello (e quindi non c’è
da allarmarsi o, peggio, ci facciamo mettere in crisi da una cosa che non serve?). Significativo l’intervento di un giovane programmatore che ha lamentato che dopo 8 anni di inglese stenta a colloquiare con anglosassoni, i quali si sono risparmiati questa fatica occupandosi di più utili competenze.

Non si è accennato all’annuncio del primo ministro inglese Brown di voler preparare un esercito di 750.000 insegnanti indiani per diffondere l’inglese, alla clausola “english mother tongue” di tanti bandi di concorso a Bruxelles, al CLIL, insegnamento linguistico di materie non linguistiche che si sta tanto diffondendo specialmente al nord, alle parlate italiane all’attacco (oltre al friulano entrato nelle scuole regionali c’è un ddl per l’istituzione del bilinguismo in Sicilia) e molti altri aspetti da mettere in chiaro in un possibile altro più ampio incontro che ci si augura possa in futuro far seguito all’attuale convegno di cui ci si complimenta per la riuscita.
Giorgio Bronzetti

CULTURA: BOLIVIA, LINGUA ITALIANA AI LICEI E ALL'UNIVERSITA'

Santa Cruz de la Sierra, 4 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La Bolivia apre ufficialmente le porte alla lingua italiana: la Societa' Dante Alighieri di Santa Cruz de la Sierra, nella persona del presidente Ivo Cibelli, ha siglato un importante accordo sia con l'Universita' UTEPSA e che con il Ministero dell'Educazione e della Cultura boliviano.

Alla luce della convenzione stipulata, a partire da questo mese l'insegnamento dell'italiano viene introdotto nelle Facolta' di Lingue, di Relazioni Internazionali e di Turismo dell'Universita' UTEPSA, ente fondato nel 1994 che costituisce in ambito didattico uno dei principali punti di riferimento del Paese per la qualita' dell'insegnamento.

In base all'accordo firmato dal Presidente Cibelli e dal Ministro dell'Educazione e della Cultura, Maria Magdalena Cajias de la Vega, dal prossimo anno scolastico l'italiano sara' insegnato anche in tutte le scuole superiori della Bolivia che vorranno proporlo, negli ultimi tre anni, come seconda lingua dopo il castellano e dunque prima di inglese, francese e tedesco.

D'intesa con l'Ambasciatore d'Italia in Peru' Silvio Mignano e con il Responsabile di 'Obiettivo Lavoro' Paolo Valente, la Dante Alighieri boliviana prevede inoltre l'organizzazione di corsi di lingua italiana per 300 infermiere pronte per venire a lavorare nel nostro Paese.

Link all'articolo Adnkronos

L’ESPERANTO ha 120 anni, ... e qualche mese

Il 26 luglio 2007 la lingua Esperanto ha compiuto i suoi primi 120 anni. Nel 1887, infatti, veniva pubblicato a Varsavia (che all’epoca faceva parte dell’Impero russo) il primo volumetto di un certo Dott. Esperanto, che comprendeva una breve grammatica, un vocabolarietto ridotto e alcuni testi redatti nella nuova lingua. In seguito, lo pseudonimo dell’oftalmologo ebreo Lodovico Lazzaro Samenhof (1859-1917), che ne era l’autore, divenne il nome della nuova lingua. Più tardi lo seguirono migliaia di aderenti in più di 100 paesi del mondo. Anche in Svizzera vivono numerosi esperantisti, riuniti nella Società Esperantista Svizzera.
Il 92° Congresso Universale d’Esperanto si è tenuto dal 4 all’11 agosto 2007 in Giappone, a Yokohama. Gli iscritti superavano le 1800 persone.
Il 2008 è l'anno del centesimo anniversario dell’Associazione Universale d’Esperanto (Universala
Esperanto-Asocio), fondata nel 1908 a Ginevra da Hector Hodler, figlio del pittore svizzero Ferdinand Hodler. Nel 2009, cadrà il 150° anniversario della nascita di L. L. Zamenhof.
In occasione del centesimo della nascita della Società Esperantista Svizzera, e del 50° del centro dedicato alla lingua internazionale presso la biblioteca civica di La Chaux-de Fonds, è apparso un ampio lessico enciclopedico, dedicato alle lingue artificiali in Svizzera, ossia al Volapük, all’Esperanto, all’Ido, all’Occidental-Interlingue e all’Interlingua. Il suo autore è lo storico bernese Andreas Künzli. Il noto economista ginevrino François Grin, ha dichiarato che per rendere più efficienti le comunicazioni linguistiche nel mondo multilingue, l’Esperanto può rappresentare un aiuto, uno strumento di semplificazione, senza però sostituire le altre lingue. Ma l’introduzione a livello internazionale di una tale lingua richiederebbe un accordo tra i vari paesi. L’inglese viene collegato a potere e ad influenza politica. Lingua di grande prestigio, non è ancora diffusa in un modo sufficientemente capillare.
(v. http://www.coopzeitung.ch/index.cfm?&id=32638)

Il documento in PDF.

Dichiarazione di Città del Capo sulla Istruzione Aperta

Riporto da questo SITO una di quelle dichiarazioni che segnano la storia, fatta dalle persone che ne stanno scrivendo la parte migliore. La frase chiave della dichiarazione è questa: "Queste sono strategie ragionevoli per chiunque". Che sia finalmente vicina l'era degli uomini razionali e consapevoli? Io lo spero, e spero che trovino anche una lingua che rispecchi i loro nobili intenti.

Dichiarazione di Città del Capo sulla Istruzione Aperta:
Sbloccare la prospettiva di risorse educative aperte
Siamo all'apice di una rivoluzione globale nell'insegnamento e nell'apprendimento. Educatori di tutto il mondo stanno sviluppando un ampio bacino di risorse educative su Internet, aperte e gratuite per tutti. Questi educatori stanno creando un mondo in cui ogni persona sulla Terra possa accedere e contribuire alla somma delle conoscenze dell'umanità. Inoltre stanno piantando i semi di una nuova pedagogia, in cui insegnanti e studenti insieme creino, diano forma e sviluppino la conoscenza, approfondendo le loro capacità e la loro comprensione mentre operano.

Questo movimento emergente per un'educazione aperta unisce la tradizione consolidata di condividere le buone idee tra colleghi insegnanti, con la cultura collaborativa ed interattiva di Internet. Si basa sul principio che tutti devono essere liberi di usare, adattare alle proprie esigenze, migliorare e redistribuire le risorse senza restrizioni. Insegnanti, studenti, ed altri che condividono questo concetto, si stanno unendo per prendere parte ad un impegno mondiale per rendere l'istruzione più accessibile e più efficace.

La crescita della raccolta globale di risorse educative aperte ha creato un terreno fertile per questa iniziativa. Queste risorse comprendono materiali per corsi con licenza aperta, programmi didattici, libri di testo, giochi, software ed altro materiale di supporto all'insegnamento ed all'apprendimento. Tutto ciò contribuisce a rendere l'istruzione più accessibile, specialmente là dove i fondi per i materiali didattici sono scarsi. Alimenta inoltre un modo partecipativo di apprendere, di creare, di condividere e cooperare che è necessario in società in cui le conoscenze si evolvono rapidamente.

L'educazione aperta non è limitata solo alle risorse didattiche aperte, ma si fonda anche su tecnologie aperte, in grado di facilitare un apprendimento collaborativo e flessibile, e sull'aperta condivisione di tecniche didattiche che permettano ai docenti di giovarsi delle migliori idee dei loro colleghi. Il tutto può crescere fino ad includere nuovi approcci alla valutazione, al riconoscimento dei meriti ed all'apprendimento collaborativo. Comprendere ed adottare innovazioni come queste è fondamentale in una prospettiva di lungo termine del movimento.

Ci sono molti ostacoli alla realizzazione di questa visione. La maggior parte dei docenti resta ignara della crescente quantità di risorse educative aperte. Molti governi ed istituzioni educative non conoscono o non sono convinti dei benefici di una formazione aperta. Le differenze fra i tipi di licenza per le risorse aperte generano confusione ed incompatibilità. E, naturalmente, la maggior parte del mondo ancora non ha accesso ai computer ed alle reti che sono parte integrante degli attuali sforzi in direzione di un'educazione aperta.

Questi ostacoli possono essere superati, ma soltanto lavorando insieme. Invitiamo studenti, insegnanti, educatori, autori, scuole, licei, università, editori, sindacati, associazioni professionali, legislatori, governi, fondazioni, e altri che condividono la nostra visione ad impegnarsi per raggiungere e promuovere l'educazione aperta e, in particolare, li invitiamo a seguire queste tre strategie per aumentare la diffusione e l'effetto delle risorse educative aperte:

1. Insegnanti e studenti: In primo luogo, consigliamo agli insegnanti e studenti di partecipare attivamente al nascente movimento per l'istruzione libera. Questa partecipazione comprende: creare, usare, adattare e migliorare le risorse educative aperte; adottare le tecniche didattiche sviluppate sulla collaborazione, sulla scoperta e sulla creazione di conoscenza; ed invitare omologhi e colleghi a partecipare. Creare ed usare risorse aperte dovrebbe essere considerato parte integrante del processo formativo e dovrebbe essere sostenuto e ricompensato di conseguenza.
2. Risorse educative aperte: In secondo luogo, invitiamo insegnanti, autori, editori e istituzioni a rilasciare con licenza libera le loro risorse. Queste risorse educative aperte dovrebbero essere rilasciate sotto licenze che ne facilitino l'uso, la modifica, la traduzione, il miglioramento e la condivisione da parte di chiunque. Le risorse dovrebbero essere pubblicate in formati che facilitino sia l'uso sia la pubblicazione e che siano compatibili con le diverse piattaforme tecniche. Per quanto possibile, dovrebbero anche essere disponibili in formati accessibili a persone disabili ed a persone che ancora non hanno accesso a Internet.
3. Politiche di formazione aperta: In terzo luogo, governi, istituti scolastici, licei e università dovrebbero dare la massima priorità alla formazione aperta. Teoricamente, le risorse educative finanziate con fondi pubblici dovrebbero essere risorse educative aperte. Le procedure di adozione e di riconoscimento dovrebbero dare la preferenza alle risorse educative aperte. Le raccolte di risorse educative dovrebbero attivarsi per includere ed evidenziare le risorse educative aperte al loro interno.

Queste strategie rappresentano non sono solo la cosa corretta da fare ma costituiscono un saggio investimento per l'istruzione e l'apprendimento nel ventunesimo secolo. Permetteranno di spostare gli investimenti oggi rivolti a costosi manuali verso un migliore apprendimento. Aiuteranno gli insegnanti ad eccellere nel loro lavoro e ad offrire nuove occasioni di visibilità e di effetto globale. Accelereranno l'innovazione nell'istruzione. Daranno maggior controllo sull'apprendimento agli studenti stessi. Queste sono strategie ragionevoli per chiunque.

Migliaia di insegnanti, studenti, autori, operatori e legislatori sono già coinvolti in iniziative di formazione aperta. Ora abbiamo l'occasione di far crescere questo movimento per includere milioni di insegnanti e di istituzioni da tutti gli angoli della terra, ricchi e poveri. Abbiamo l'opportunità di raggiungere i legislatori, lavorando insieme per rendere concrete le prospettive che ci si presentano. Abbiamo l'occasione di coinvolgere gli imprenditori e gli editori che stanno sviluppando innovativi modelli aperti di business. Abbiamo la possibilità di sostenere una nuova generazione di studenti che si misurino con i materiali didattici aperti, facilitati nell'apprendimento dalla condivisione della loro nuova conoscenza e consapevolezza con altri. Ma prima di ogni altra cosa, abbiamo un'occasione per migliorare sensibilmente le vite di centinaia di milioni di persone nel mondo attraverso opportunità didattiche e di apprendimento liberamente disponibili, di alta qualità e adatte alle realtà locali.

Noi, sottoscritti, invitiamo tutti gli individui e tutte le istituzioni ad unirsi a noi nel sottoscrivere la dichiarazione di Città del Capo per l'educazione aperta e, così facendo, ad impegnarsi ad attuare le tre strategie indicate sopra. Inoltre incoraggiamo i firmatari a seguire strategie supplementari per la tecnologia didattica aperta, per la condivisione delle pratiche d'istruzione aperta ed altri metodi che promuovano la più ampia causa dell'educazione aperta. Con ogni persona o istituzione che assume questo impegno - e con ogni sforzo teso ad articolare ulteriormente la nostra visione - ci avviciniamo ad un mondo di educazione aperta, flessibile ed efficace per tutti.

15 settembre 2007 Città del Capo, Sudafrica

Grace Baguma, Department of Education, Uganda
Richard Baraniuk, Connexions / Rice University
Karien Bezuidenhout, Shuttleworth Foundation
Ahrash Bissell, Creative Commons / CCLearn
Rhett Bowlin, Open Society Institute
Delia Browne, Ministerial Council on Employment, Education, Training and Youth Affairs (Australia)
Darius Cuplinskas, Open Society Institute
James Dalziel, LAMS Foundation
Heather Ford, iCommons
Eve Gray, Centre for Educational Technology, UCT
Melissa Hagemann, Open Society Institute
Mark Horner, Free High School Science Textbooks
Jason Hudson, Shuttleworth Foundation
Helen King, Shuttleworth Foundation
John Lesperance, VUSSC
Peter Levy, Curriki
Jaroslaw Lipszyc, Fundacja Nowoczesna Polska
Lisa Petrides, Institute for the Study of Knowledge Management in Education
Andrew Rens, Shuttleworth Foundation
David Rosenfeld, Student PIRGs
Jan Philipp Schmidt, University of the Western Cape (UWC)
Mark Surman, Shuttleworth Foundation
Aleesha Taylor, Open Society Institute
Jimmy Wales, Wikimedia Foundation
Paul West, Commonwealth of Learning
Werner Westermann, Educalibre
David Wiley, Utah State University, COSL

ESCHIMESI; E' MORTA L'ULTIMA 'EYAK' E CON LEI MUORE UN'ALTRA LINGUA

Era l'ultima persona al 100% del suo sangue e a parlare l'idioma

(Apcom) - Il 25 gennaio è morta Capo Marie Smith Jones, l'ultima persona con il sangue al 100% Eyak ed anche l'ultima persona a conoscere bene la sua lingua, che muore con lei.

Marie è morta lunedì, a 89 anni nella sua casa di Anchorage, in Alaska.

Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione Radicale "Esperanto" ricorda ciò che la figlia di Marie gli aveva raccontato: "Nessuno dei miei fratelli ha imparato l'Eyak poiché siamo cresciuti in un'epoca in cui è considerato sbagliato parlare un'altra lingua che non sia l'inglese". Pagano sottolinea che con la sua morte "è stata definitivamente persa la battaglia portata avanti da Marie Smith, che l'ha vista scendere in campo contro gli educatori delle scuole i quali vietavano ai bambini di parlare la propria lingua nativa a vantaggio della lingua inglese".

Vi invito a guardare l'intervista di Fabio Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa" al grande regista Werner Herzog, a questo LINK. Herzog parla anche delle lingue che stanno scomparendo.

Milioni di accessi ai test di lingua italiana de 'ladante'

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Grande successo per i test di lingua italiana proposti dal portale della societa' "Dante Alighieri", online dal 21 gennaio. Da 121.239 accessi del 21 gennaio si e' passati a 214.420 del 22, a 1.169.866 del 23 e a 1.529.596 del 24 gennaio. In soli due giorni, dunque, sono stati registrati quasi tre milioni di accessi da utenti di tutto il mondo, di cui il 27% provenienti dall'estero e il 73% dall'Italia.

"Il numero altissimo di contatti - ha commentato Luca Serianni, ordinario di Storia della lingua italiana presso l'Università di Roma ''La Sapienza'' - dimostra che l'interesse nei confronti della nostra lingua e' fortissimo e che la sensibilità e l'attenzione sociale per la norma linguistica sono diffuse molto più di quanto potremmo essere portati a pensare. Sono dati che fanno riflettere - ha aggiunto - segnalano, in particolare, che, se presentate in modo gradevole e diretto, quasi giocoso, le regole della grammatica e della sintassi non servono solo a intrattenere i professionisti della lingua, ma interessano tutti i parlanti".

Mettete alla prova il vostro italiano con il test della Società Dante Alighieri.

Risultati Sondaggio per una Lingua Ausiliaria

Chiuso il sondaggio su quale lingua lingua ausiliaria preferite. Il risultato, scontato, visto il sito :-) , va a favore dell'Esperanto, con qualche voto inaspettato per l'Ido ed un curioso voto, uno, per Italiano.

  • 22 Esperanto
  • 05 Ido
  • 00 Interlingua
  • 00 Klingon
  • 01 Italiano
  • 00 Spagnolo
  • 00 Inglese
Spendiamo qualche parola per le altre lingue lingue non etniche del sondaggio, le citazioni sono prese da Wikipedia.

L'Ido:
"L'Ido (pronunciato come in italiano /ido/) è una lingua artificiale ausiliaria creata da Louis de Beaufront, e sviluppata dalla Delegazione per l'adozione di una lingua ausiliaria internazionale, come tentativo di creare una versione più semplice dell'esperanto. Non a caso, ido è la parola esperanto per discendente. Fu adottata nell'ottobre 1907, a Parigi, da un comitato internazionale di scienziati e linguisti che la scelsero tra tutte le altre proposte dopo aver esaminato ogni progetto, vecchio e nuovo, di lingua universale. L'idioma venne poi discusso pubblicamente, tra il 1908 e il 1914, nella rivista ufficiale Progreso, e fu completato dopo un lungo ed estenuante lavoro dall'Accademia Idista. L'Ido eredita molte delle caratteristiche grammaticali dell'Esperanto ed in molti casi il vocabolario di cui si serve è altrettanto simile. Altre cose in comune tra i due idiomi sono le semplicissime costruzioni grammaticali e la notevole velocità d'apprendimento consentita dalla regolarità dell'uso degli affissi e dall'uso di parole comuni alle varie lingue europee.
Nonostante i numerosi cambiamenti apportati rispetto all'Esperanto, le due lingue risultano reciprocamente comprensibili."

Purtroppo l'Ido non eredita la comunità internazionale che sta dietro l'Esperanto e che lo mantiene vivo e forte.

L'Interlingua:
"L'interlingua è una lingua ausiliaria internazionale nata attorno al 1951 dopo più di vent'anni di studi linguistici ad opera dello IALA (International Auxiliary Language Association).
Il vocabolario dell'interlingua è il vocabolario comune del mondo occidentale, armonizzato in una struttura linguistica coerente. Le lingue su cui si basa maggiormente sono l'inglese, l'italiano, il francese, lo spagnolo e il portoghese.
A differenza dell'Esperanto, e della maggior parte delle altre lingue artificiali, l'Interlingua pone una grande enfasi alla somiglianza alle lingue su cui è basata. Questo tipologia di Lingua ausiliaria internazionale è definita naturalistica.
La comunità dell'Interlingua l'ha definita La lingua che già sai, riferendosi la facilità di comprensione da parte di chi parla le lingue romanze."

L'Interlingua è veramente di comprensione immediata, almeno per i neolatini, infatti è stata pensata come presentazione della cultura occidentale al resto del mondo. L'essere nata con un confine "geografico" non le fornisce quei requisiti di universalità che invece sono parte integrante dell'Esperanto fin dalla sua genesi. L'interlingua resta comunque una valida alternativa ed una lingua dalla pronuncia pulita e musicale che ispira sensazioni di dolce e misurata classicità quasi metafisica.

Il Klingon:
"La lingua klingon (nome nativo tlhIngan Hol) è una lingua artistica ideata da Marc OkrandParamount Pictures e parlata dalla razza aliena dei Klingon nelle serie televisive e nei film di fantascienza di Star Trek. Egli progettò la lingua servendosi di un ordine Oggetto Verbo Soggetto per dare una sensazione aliena al linguaggio.
A volte ci si riferisce al Klingon anche con la parola Klingonese, ma fra la comunità di parlatori Klingon questo termine viene spesso utilizzato per riferirsi ad un'altra lingua klingon, descritta nei romanzi di John M. Ford ispirati a Star Trek, come Klingonaase.
La lingua Klingon ha codice ISO 639-2: tlh."

Il Klingon ... se qualcuno la impara in breve tempo lasci pure un commento, in questa lingua, a questo articolo. Essendo stato a lungo ospite sull'Enterprise, come molti altri miei coetanei, non potevo non citarla :-) .

John Ronald Reuel Tolkien

Un testo di Tolkien sull'esperanto

Tolkien, l’autore de Il Signore degli Anelli si esprime sulla “Lingua Internazionale” il cui studio, intrapreso all’età di 16 anni, potrebbe aver influito sul suo interesse verso le lingue costruite, che fanno da sfondo ai suoi fantastici mondi. Da certe annotazioni scritte all’età di 17 anni in un taccuino conservato alla Bodleian Library la conoscenza e l’interesse del filologo verso l’esperanto appaiono considerevolmente maggiori di quanto sembra da questo suo scritto, in cui si accenna anche all’esistenza all’epoca di tentativi di diffusione di progetti concorrenti e di proposte di miglioramenti dell’esperanto. Il progetto designato da Tolkien con N** presumibilmente c il Novial di Otto Jespersen.


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Un filologo sull’Esperanto di John R.R. Tolkien

Ho preso interesse come filologo, e come dovrebbe fare ogni filologo, al movimento per la lingua internazionale, un fenomeno linguistico importante e interessante, e sono sensibile alle istanze dell’esperanto in particolare. Non sono un vero e proprio esperantista, come mi sembra, a pensarci bene, dovrebbe essere, almeno in qualche misura, ogni tutor. Non so né scrivere né parlare la lingua. La conosco, come direbbe un filologo, perché 25 anni fa l’ho imparata e non ne ho dimenticato la grammatica e la struttura. A suo tempo ho letto una grande quantità di testi e quindi, dato ho che ho familiarità con questo genere di cose, mi sento all’altezza di poter giudicare pregi e difetti.. Stando così le cose, sento di non poter dare un contributo utile, se non come filologo e critico. Ma il mio punto di vista sulla situazione della lingua internazionale è esattamente che simili servizi, per quanto buoni in teoria, in pratica non sono desiderati, insomma, che è arrivato il momento in cui il teorico della filologia è un ostacolo e un impiccio. E questo è proprio il più forte dei miei motivi per sostenere l’esperanto. L’esperanto appare senza dubbio, nel complesso, superiore a tutti i suoi attuali concorrenti, ma il principale motivo da sostenere mi pare sia il fatto che esso abbia già il primo posto, abbia raggiunto la più ampia misura di consenso reale e sviluppato l’organizzazione più avanzata. Si trova in pratica nella posizione di una chiesa ortodossa che ha di fronte non solo i non credenti, ma anche scismatici ed eretici - una situazione che il filologo aveva previsto. Ma, dato un certo indispensabile grado di semplicità, internazionalità e
(aggiungerei) di individualità ed eufonia, che l’esperanto certamente raggiunge e supera, mi pare ovvio che il problema di gran lunga più importante che una aspirante lingua internazionale deve risolvere sia la diffusione universale. Un espediente che abbia la possibilità di raggiungere questo obiettivo ne vale cento teoricamente più perfetti. Non c’è nulla di definitivo nell’invenzione e nel gusto linguistici. La bellezza dell’invenzione nei dettagli è di importanza relativamente modesta oltre il minimo necessario, e i teorici e gli inventori (nei cui ranghi sarei felice di entrare) non fanno che ritardare il movimento, se sono disposti a sacrificare l’unanimità per il “miglioramento”. A dire il vero a me sembra anche che il miglioramento tecnico dell’impianto, finalizzato a una maggiore semplicità e chiarezza della struttura o a una maggiore internazionalità o quant’altro, tenda a distruggere (a giudicare da esempi recenti) l’aspetto “umano” o estetico dell’idioma inventato. Questo aspetto, apparentemente secondario, sembra essere notevolmente trascurato dai teorici, anche se io penso non sia proprio secondario, e che alla fine avrà una grande influenza sulla questione basilare dell’accettazione universale. N** ad esempio è ingegnoso, e più semplice dell’esperanto, ma orrendo: c’è scritto sopra “prodotto di fabbrica”, o meglio “fatto con pezzi di ricambio”, e non ha quel bagliore di individualità, coerenza e bellezza che sprigiona dai grandi idiomi naturali, e che si ritrova a un livello considerevole (probabilmente il più alto livello possibile per un idioma artificiale) in esperanto - una prova del genio dell’autore originale ... Il mio consiglio a tutti coloro che hanno tempo o voglia di occuparsi del movimento per la lingua internazionale è: “Sostenete lealmente l’esperanto”.

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John Ronald Reuel Tolkien (Bloemfontein 03.01.1892-Bournemouth 02.09.1973) insegnò lingua e letteratura anglosassone a Leeds dal 1920 al 1925, a Oxford dal 1925 al 1945, e poi lingua e letteratura inglese a Oxford fino al ritiro dall’università. Eccellente filologo, massimo studioso di letteratura medievale inglese, conoscitore oltre che dell’anglosassone e delle lingue classiche anche di molte moderne, collaborò alla redazione dell’Oxford English Dictionary e redasse numerose opere filologiche, fra cui la traduzione in inglese moderno di poemi anglosassoni. Il vasto pubblico lo conosce per le sue opere letterarie, come Lo Hobbit (“The Hobbit”, 1936) e Il Signore degli Anelli (“The Lord of the Rings”, 1954-1955), che in Italia gli hanno procurato un folto pubblico di ammiratori. Tolkien è un personaggio al di fuori della società moderna e delle sue correnti politiche, un odiatore della civiltà delle macchine e un poeta che per amore della filologia ha trascorso la vita inventando lingue, come l’elfico, che contiene elementi del finnico e del gallese e ha dato al suo autore l’ispirazione necessaria a creare un mondo intero, in cui quegli idiomi diventassero credibili. L’articolo che riportiamo è stato pubblicato in inglese su The British Esperantist nel 1932.

Film esperantisti

In rete film di congressi esperantisti degli anni '70

Alcuni film privati di Giulio Cappa (AO), girati durante alcuni congressi degli anni settanta, sono disponibili in rete

http://www.archivalp.org/i+viaggi+di+luisa+tercinod_1-1-23-992-0-0.aspx

Biblioteca Esperantista

Biblioteca Esperantista del gruppo "Nova Espero Friuli" sul web

Comunico che nel sito www.dlfudine.it è possibile consultare l'elenco dei volumi della Biblioteca Esperantista del gruppo "Nova Espero Friuli". La biblioteca è a disposizione dei soci, simpatizzanti della Lingua Internazionale Esperanto e di studiosi. Chi fosse interessato alla consultazione dei volumi, potrà mettersi in contatto con lo scrivente.

Giacomino Martinez, Nova Espero Friuli

L'italiano estromesso

L’incredibile notizia che al Politecnico di Torino chi studia in inglese non paga tasse ha suscitato forti reazioni soprattutto da parte di radicali e di alcune testate giornalistiche, per la discriminazione linguistica che si è creata ai danni dell’italiano, ma alla fine tutto è rimasto come prima. L’anglificazione dei corsi di laurea con il conseguente degrado del sapere scientifico in lingua italiana procede ineluttabile. Bene ha fatto Michele Gazzola, ricercatore dell’Università di Ginevra, a tornare sull’argomento col suo intervento “L’italiano, lingua tassata ed estromessa dall’università” (Cronaca d’Abruzzo del 2/1/08 pagina Cultura) che ci trova
del tutto consenzienti.

Chiunque abbia letto qualcosa di quello che succedeva nelle colonie francesi del Nord-Africa o nelle colonie inglesi in tutto il mondo o anche nelle colonie italiane in Etiopia, Somalia, ecc., ritrova esattamente la stessa situazione al Politecnico di Torino adesso ed in Italia. Anche
allora, in Tunisia si teorizzava che in fondo il francese era la lingua della cultura e dell'apertura al mondo (e le classi superiori educavano i loro figli direttamente in francese). Nelle colonie inglesi si usava l'espressione "Speak white!" (Parla bianco, parla come parlano i bianchi!). Questa espressione, del resto, viene ancora usata dagli anglofoni del Québec, quando qualche francofono credendo di stare a casa sua, si rivolge in francese ad uno sconosciuto anglofono di passaggio.

Il rettore del Politecnico non sa, poverino, che sta rispondendo a quello stesso invito di "parlare bianco", che gli viene dai "bianchi" del mondo, che considerano il fatto che gli studenti di Vercelli o di Biella osino ancora parlare in italiano di cose tecniche un affronto diretto al mondo civile (leggi anglosassone). Cosa credono questi italiani di essere civilizzati anche loro? Non si saranno montati la testa a causa di Dante Alighieri, di Manzoni, o del G8?

Il vero problema, comunque, non e' il rettore del Politecnico ma tutto il mondo politico, che abdica alla sua funzione di rappresentante degli interessi dei suoi elettori, e fa passare, tacendone, questa discriminazione fatta a cittadini italiani, che pagano le tasse per poi pagare piu' tasse, se parlano in italiano. E' la solita storia dei forti con i deboli e deboli con i forti. Dove sono i sindaci leghisti di quelle parti? Quei sindaci che se la prendono con gli immigrati poveri e che osano parlare di cancro, riferendosi ai mussulmani immigrati, ma di fronte alle prepotenze dei "bianchi", come quella del Politecnico, non osano alzare nemmeno il mignolo. Forse alzano solo la coda per scondinzolare in segno di riconoscenza verso qualcuno che e' piu' forte di loro.

C'e' da vergognarsi di essere italiano e di appartenere ad un popolo a cui appartengono tanti autocolonizzatori.

Vadano pure avanti finche' la gente non ne potra' piu' e si ribellera' come e' successo nei paesi satelliti dell'Unione Sovietica appena hanno potuto. Facciano ora le loro prepotenze e preghino Iddio che la borsa di New York non ceda subito sotto le pressioni dei mutui. I loro figli saranno quelli che decideranno che ormai e' meglio studiare in cinese che in italiano.

Renato Corsetti
Psicolinguista Universita' di Roma "La Sapienza"
e membro Consiglio
scientifico di Allarme Lingua

www.disvastigo.it DIS338 11/1/08
Direttore editoriale: Giorgio Bronzetti

Auguri per un felice 2008!!!

Nel 2008 la nostra Costituzione compie 60 anni;


Nel 2008 ricorre il 60° anno della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;


Nel 2008 l’UEA (Associazione Universale di Esperanto) compie 100 anni;


Il 2008 è stato proclamato, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, “Anno Internazionale delle Lingue”;

Nel 2008, dal 19 al 25 marzo, a Senigallia, ci sarà il 32° Festival Internazionale della Gioventù che affronterà il tema: “2008 Anno Internazionale delle Lingue - sfide e prospettive “.

http://iej.esperanto.it/ijf/2008/


Ci aspetta un anno di occasioni feconde e di impegno!

Tanti auguri di Buon Anno!!!

Premio Zamenhof 2007 Concerto Lirico

Concerto lirico al Premio Zamenhof 2007, in collaborazione con l'Associazione Amici della Lirica, il soprano Chiara Angella, il baritono Silvio Zanon, il Maestro Angelo Sampaolesi al pianoforte.

Il video e l'audio del concerto non possono essere messi nel blog per i soliti vecchi motivi del secolo scorso, motivi insensati per noi comuni mortali, ma molto sentiti, ancora oggi, per l'apparato che gira intorno agli artisti che hanno a che fare con la musica e non solo.
Il concerto è stato molto bello, a tratti commovente e in altri entusiasmante. Una bella performance dei tre artisti che ha toccato i cuori e l'intelletto, degna conclusione per il premio Zamenhof 2007.

L'ASSOCIAZIONE MONDIALE DI ESPERANTO PROPOSTA PER IL PREMIO NOBEL PER LA PACE

L’Associazione Mondiale di Esperanto proposta per il premio Nobel per la pace


Nel corso di una conferenza stampa a La Chaux-de-Fonds il 22 novembre due parlamentari svizzere, Gisèle Ory e Francine John-Calame hanno annunciato di aver proposto al Comitato per il premio Nobel per la pace la Associazione Mondiale di Esperanto.

L’ esperanto e’ la lingua della pace e permette contatti democratici in quanto tutti i parlanti sono su un piede di parita’. Infatti, l’esperanto, cosi’ hanno chiarito le due parlamentari, non e’ collegato storicamente o politicamente a nessun paese in particolare. Una lingua nazionale non puo’ essere lingua internazionale, perche’ in questo caso i parlanti di questa lingua sarebbero avvantaggiati rispetto agli altri. L’Unione Europea almeno in linea di principio riconosce l’importanza dell’uguaglianza linguistica e non privilegia alcuna lingua sulle altre. L'esperanto e’ stato insegnato in molte zone di guerra, ad esempio nei campi dei rifugiati afgani, e funziona da un secolo come lingua della pace. Esso permette di uscire dagli schemi di ostilita’ storica, come sta succedendo in Cina, Giappone e Corea, dove e’ utilizzato per la redazione di una storia comune.

L'Unesco l'ha capito da tempo, affermando che l’esperanto ha gli stessi scopi dell’Unesco: circolazione libera delle informazioni e progresso nel campo dell’educazione, della scienza e della cultura. Sia nel 1954 che nel 1985 l’Assemblea generale dell’Unesco ha votato delle risoluzioni per attirare l’attenzione degli stati membri sull’opportunita’ di insegnare l’esperanto nelle scuole.

Nel 2008 questa associazione (fondata nel 1908) festeggia il suo centenario. Per questo motivo e per i motivi generali gia’ detti essa viene proposta dai parlamentari di molti paesi come candidato al premio Nobel per la pace. Le lettere di proposta, come quelle di Gisèle Ory e Francine John-Calame, sono gia’ partite o stanno partendo per Oslo.