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Conclusione della fiera di Ancona


La Fiera di Maggio è finita. Abbiamo "smontato" la nostra postazione dopo circa 40 ore di presenza in 4 giorni e possiamo fare il bilancio di questa nostra prima esperienza. Tanta gente qui in Ancona, più dei centomila previsti! Per fortuna il tempo è stato splendido (se avesse piovuto sarebbe stata dura per noi!). In 16 ci siamo alternati a presidiare la postazione: un tavolo molto spartano, tre sedie, un ombrellone (tutti rimediati in prestito tra amici e conoscenti) ed un bel cartello con la stella verde e la scritta "Esperanto, Lingua di Pace". Abbiamo distribuito molto materiale e, comunque, lo striscione l'hanno visto tante persone che non potranno più dire: "Ma l'esperanto esiste ancora?" Diverse persone si sono fermate a guardare e a ritirare (spesso timidamente) i pieghevoli: amici, curiosi, persone interessate, molti giovani. Qualcuno ha lasciato il proprio recapito (ma pochi). Una ragazza ha voluto un po' di volantini per metterli nella libreria dove lavora; un'altra per distribuirli all'università di Perugia dove studia. Venerdì abbiamo perfino fatto una piccola conferenza stampa del tutto improvvisata: si sono avvicinati tre giornalisti (che conoscevo) delle pagine locali del Messaggero e del Resto del Carlino: due giovani, l'altro un po' più maturo. Abbiamo cominciato a parlare del più e del meno, a fare delle considerazioni politiche e poi li abbiamo inchiodati al problema linguistico. Abbiamo discusso per più di un'ora, i due giovani hanno preso appunti e chiesto materiale. E' andata bene, no?
Un particolare: abbiamo notato che alcune persone erano restie ad avvicinarsi temendo, forse, di dover pagare qualcosa!
Questa iniziativa è nata in maniera un po' estemporanea ed è stata realizzata in fretta. L'anno prossimo cercheremo di far meglio.
Un caro saluto a tutti.
Aldo Grassini
(Intervento ripreso dalla lista degli esperantisti marchigiani)

Appuntamento ad Ancona, in piazza Diaz

Da giovedì 1 a domenica 4 Maggio ad Ancona ci sarà la fiera di maggio. Durante questi quattro giorni si riverseranno in città moltissime persone.
Una buona occasione per informare i visitatori sull’Esperanto e il movimento esperantista.
Il nostro gruppo sarà presente con un suo banchetto informativo in Piazza Diaz. Distribuiremo materiale e parleremo con chi mostra interesse.
Sarà un’occasione per incontrarci anche tra di noi, per stare insieme e scambiarci idee.

Esperanto: istruzioni per l'uso: L’insegnamento dell’Esperanto

tratto da nsir

L’Esperanto viene appreso in corsi organizzati dai gruppi locali, in corsi facoltativi in varie scuole, mediante Internet (ad esempio, il corso a distanza Kirek <http://iej.esperanto.it/kirek/>), e nel corso di “Interlinguistica ed Esperantologia” tenuto dal Prof. Fabrizio Pennacchietti presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino (in cui si fa uso della grammatica di Esperanto di Bruno Migliorini con prefazione di Tullio De Mauro, del grande “Plena Ilustrita Vortaro” edito a Parigi del Vocabolario italiano-Esperanto di Carlo Minnaja comprendente 1.438 pagine con oltre 50.000 termini (con versione informatica) e del vocabolario italiano-esperanto-italiano di Umberto Broccatelli (ed. Zanichelli) con versione informatica.

Nel 1994 un’apposita Commissione (istituita con decreto dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Rosa Russo Jervolino allo scopo di “programmare interventi di promozione della Lingua Internazionale Esperanto”, quale strumento “per far acquisire agli alunni della scuola elementare la maggiore attitudine linguistica per un più facile approfondimento di più lingue straniere”), concluse i suoi lavori con una lunga relazione, pubblicata nel Bollettino Ufficiale del Ministero in cui, tra l’altro, fu evidenziata l’efficacia propedeutica dell’Esperanto per l’apprendimento di altre lingue.

Numerose proposte di legge propugnano l’insegnamento dell’esperanto nelle scuole italiane. La più recente, depositata all’inizio dell’attuale legislatura, reca il numero Atto Camera n. 129, ed è stata presentata dall’On. Andrea Colasio con il titolo “Disposizioni per la difesa della diversità linguistico-culturale e per l’affermazione di valori di pace,
democrazia e progresso attraverso la promozione e l’insegnamento della lingua internazionale esperanto”.

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Il testo è disponibile con interessanti collegamenti ipertestuali presso il sito
http://www.esperanto.it/html/insegnamento.htm

Pasporta Servo: Servizio internazionale di ospitalità

dalla pagina del Pasporta Servo:



Come passi, tu, le tue vacanze?

Se ti va di:

  • pagare conti da hotel di lusso
  • far le vacanze col tuo vicino (o con chi frequenti tutto l'anno)
  • vedere il paese solo attraverso le foto che hai scattato
  • lamentarti che la gente del posto non capisce quel che dici (e … "mai uno straccio di cartello in italiano!")
  • "farti" l'Europa in una settimana

beh, allora, questa pagina non fa per te. Chiudiamola qui.

Ma se ti va di:

  • pagare poco o niente per l'alloggio
  • incontrare gente nuova, interessante, e che ti accoglie a casa sua
  • andare nei luoghi frequentati dalla gente del posto
  • evitare qualunque problema di lingua
  • poterti ritagliare il tempo giusto per conoscere il paese e la sua gente

beh, allora, Pasporta Servo è ciò fa per te. Vai pure avanti.

Cos'è Pasporta Servo?

Pasporta Servo è una rete d'ospitalità, ricca, oggi, di 1350 ospitanti in più di 85 paesi, in tutto il mondo. Per aderire come ospite, basta comprare l'elenco, che è aggiornato ogni anno. A quel punto, puoi utilizzare la rete. Ciascun ospitante specifica qualche condizione, come il numero massimo di ospiti contemporanei, la durata, il preavviso desiderato. Chi ti ospita non chiede rimborsi, anzi molti ti potranno offrire la colazione o una buona cena, ma se arrivate in quattro per fermarvi una settimana, capirai che qualcuno potrà chiedere un piccolo contributo. Il prezzo dell'indirizzario copre i soli costi d'amministrazione.

Ma non è possibile! Dove sta il trucco?

E sia: una condizione importante c'è: devi imparare l'esperanto. Il modulo di adesione è in esperanto, l'indirizzario è in esperanto, tutti gli ospitanti parlano esperanto. Alt, aspetta! Non è così male come sembra. L'esperanto è una lingua facile. Facile la grammatica, nessuna eccezione, parole riconoscibili, tutto quello che ti saresti sempre aspettato, da una lingua. Puoi impararlo in sei mesi. E, se sei un brillante studente di lingue, può bastare anche un mese per un livello di conversazione di base.

BONA ESPERO: UNA STORIA VERA

L’ Esperanto, a riflettori spenti sul Festival, ci regala una Storia Vera !

di Franco Giannini


Tutte le favole, o quasi tutte, cominciano con un “C’era una volta”, questa che favola non è, anche se potrebbe sembrarlo, inizia, quindi, con una semplice descrizione del luogo ove è ambientata la storia.
Ci tengo subito a precisare, per non far perdere tempo a chi non piace le storie toccanti, che questa invece è proprio una di quelle.
Lo scenario è quello della savana brasiliana, il teatro su cui si svolgono i fatti, è una Fazenda denominata Bona Espero, posizionata a 250 km a nord di Brasilia.
Una fazenda di 1000 ettari di cui pochissimi coltivati. Quelli lavorati sono ad orto, a frutta (arance, mandarini, nespole, manghi ecc.) ed a canna da zucchero, perché purtroppo, le braccia adulte che vi lavorano sono solamente quelle di sei, sette persone, tutti gli altri 30 abitanti, che compongono il nucleo abitativo di Bona Espero, sono bambini e ragazzi fino a 14-15 anni.
Si, perché questa fazenda, altro non è che una “Casa-Famiglia” come verrebbe chiamata in Italia, ma là in Brasile,…. è tutta un’ altra cosa.
Ursula e Giuseppe sono i due “zii” che si occupano di tutto e di tutti.
Lei, che è tedesca, interprete alle tristi Olimpiadi di Monaco e successivamente alla Fiat di Torino, conosce in un congresso esperantista un allora giovane Giuseppe, italiano che quale tecnico progettista di trattori non poteva che lavorare a Torino ed anche lui alla Fiat . Galeotto comunque fu l’ esperanto,…. che benedisse tutto con il matrimonio
I Grattapaglia, questo il loro cognome, creano subito la famiglia arricchendola con due figli maschi, ed è quando uno ha compiuto i 15 anni e l’ altro è appena dodicenne, che comincia la storia vera e propria. Un bel giorno, eravamo nel 1974, sfogliando casualmente una rivista esperantista, leggono una richiesta di aiuto proveniente dal Brasile, in cui le persone che gestivano la Bona Espero, erano costrette ad abbandonare la missione (non ne conosco i motivi) e cercavano dei sostituti altrimenti dovevano chiudere lasciando naufragare ancora una volta i naufraghi ospitati.
Ursula e Giuseppe ci pensano un attimo per ponderare la cosa, e subito decidono di accettare l’ incarico, abbandonando l’ Italia per andare a provare “….ma solo per un anno” o almeno questo era il loro obiettivo.
Dopo 31 anni sono ancora là.
A parte il coraggio di aver lasciato il certo, per l’ incerto, a parte il fatto di aver trascinato nell’ impresa i due figli adolescenti, a parte il fatto che non sapevano quali problemi avrebbero trovato, al ritorno in Patria, alla conclusione dell’ “anno sabbatico”, tutta la loro energia vitale, la dimostrarono quando presero visione di ciò che li aspettava, cioè quando giunsero alla fazenda.
Dicevo 1000 ettari di savana, 250 km dalla città, solo tre i paesi che si incontrano lungo il percorso e di cui il più vicino, di appena 3000 abitanti, è Alto Paraiso, ma si trova a 20 km.
Da tener presente che i 20 km di strada, non è ben inteso come li intendiamo noi, ma sono semplici tracciati lasciati più dall’ uomo che dall’ uso del suo intervento a tale scopo.
Ma passare da uno stato di demoralizzazione ad uno di interna gioia per quello che ci sarebbe stato da fare per quegli esserini che schiamazzavano ridendo felici di quel clima, per loro, di festa, fu un attimo.
Ursula, da vera “tetesca di ghermania”, dettò le prime regole tutt’ora in vigore: Rispetto ed Esperanto.
Giuseppe da par suo, non poteva che rimboccarsi le maniche e cominciare a costruire, costruire e costruire, tutto ciò che mancava e che oggi è li: tutto frutto, realmente partorito dalla sua genialità e dalla forza delle sue braccia.



Ursula, a tutt’oggi, da buona “zia”, si occupa delle case, dell’ istruzione dei 30 ragazzi, dell’ insegnamento scolastico e con il complemento dell’Esperanto, la lingua che accomuna i vari volontari che di volta in volta vanno a far visita alla comunità, con le provenienze più disparate.
L’istruzione delle prime 4 classi della scuola elementare e delle prime 4 delle medie, vengono svolte a Bona Espero. Poi per le superiori si va a Alto Paraiso, dove è stata costruita una piccola casetta che ospita i ragazzi iscritti a frequentare la scuola media superiore.
Chi è poi meritevole degli studi universitari, viene mandato a Brasilia.
Tutto questo grazie agli aiuti, anche se modesti, che provengono soprattutto da esperantisti tedeschi ed Italiani.
Giuseppe, in questi 31 anni, ha costruito altre quattro case (si legge case, ma si intendono locali al pian terreno, e senza gli agi di noi cittadini!!), creandosi i materiali, quali legname e mattoni, con le sue mani. Ha costruito un ponte in cemento armato, l’ unico della regione Goyasse (due volte la superficie dell’Italia), che non sarà certo quello di Brooklyn, dal momento che misura solo una decina di metri, ma identica se non maggiore, forse ne è l’ utilità, vista la sua ubicazione. Ha costruito una pompa primitiva, ma funzionante, che porta l’acqua di un “bacino artificiale” utilizzando una cascatella di tre metri, per portarla ad un’ altezza di 24 m, facendo beneficiare di questo agio, tutto il complesso.
A Bona Espero non si ricevono le stazioni radio, non funzionano i cellulari, sconosciuta è la televisione, non ci sono telefoni fissi. L’ unica comunicazione con il “mondo civile” la si ottiene attraverso un ponte radio che onestamente non so come funzioni.
L’ unica cosa nuova, ben funzionante, viste le strade ed i chilometraggi da fare, è un’automobile Polo, che gli “zii” hanno avuta in dono in occasione di un anniversario di matrimonio (nozze d’ argento) di loro amici-sostenitori, i coniugi Grassini - Bottegoni.
Il parco macchine, è completato da un pulmino, vecchio, per il trasporto di merci e di bimbi quando ciò necessita.
La dieta applicata da zia Ursula, per necessità fatta virtù, non poteva che essere quasi totalmente vegetariana con menù a base di fagioli, riso, erbe cotte, frutta, pane ma anche dolcetti casalinghi, addolciti con lo zucchero di canna, caffè.
Ogni tanto capita anche qualche volontario pieno inizialmente di buoni propositi, che però presto rinuncia, lasciando l’ abitazione (di una sola stanza) che si stava costruendo o che si era costruito e che viene subito occupata da qualche membro delle famiglie dei cinque o sei “operai” stabili.
I bambini vengono portati dalla Polizia, quando si verificano drammi famigliari, dai Tribunali quando si verificano casi pietosi di violenze e dalle stesse famiglie, quando non sanno più come fare per dare da mangiare a tante bocche.
Lo Stato interviene concedendo un sussidio pari al fabbisogno di pane per due giorni al mese. Si avete letto bene: pane per soli due giorni ogni mese.
Sicuramente manca tutto, quello di cui qui c’è abbondanza è la dignità di una povertà condotta con il sorriso, senza una speranza, perché non si conoscono i mali che attanagliano le culture del nostro mondo “civile” che noi chiamiamo “esigenze”.
Il loro antidoto è il sapersi accontentare di ciò che hanno, del resto altro non conoscono!
I veri narratori di questa storia, io ne sono solo il trascrittore, sono il prof. Aldo Grassini e la moglie Daniela, entrambi non vedenti, ma con animi sensibilissimi. Sono appena ritornati dal Brasile dove hanno visitato la comunità, portando abiti ed altro in dono che i nostri negozi di abbigliamento avrebbero mandato al macero perché non più di moda, ricevendone in cambio tante positive esperienze di vita che resteranno sempre attuali nel fondo dei loro cuori.
Tra l’altro, mi raccontavano di un’ esperienza vissuta nei giorni di loro presenza.
La Polizia porta una bambina di nove anni, proveniente da una famiglia numerosissima, il cui padre si era suicidato in carcere. Affamata, sporca, vestita con degli abiti (si fa per dire) stracciati.
Ursula, immediatamente la lava, la veste e gli dà qualche cosa da mangiare….e dalla vocina della bimba, appena divorato ciò che c’era nel piatto, abbracciando quella che sarà la sua zia le diceva “ Che Dio ti aiuti…per avermi dato da mangiare!!”. Detto da una bimba tolta dalla strada, senza istruzione, ad una persona per lei ancora sconosciuta, che si era saputa, però,. con amore materno attirare la simpatia di questo essere spaventato, ma conscio di aver risolto tutti i suoi problemi.
Tanto ci sarebbe ancora da narrare, da episodi drammatici, crudi, a toccanti e di felice esito.
Vi chiederete, e i figli degli zii? Il più grande lavora all’Ambasciata a Brasilia, il piccolo, ormai 43enne, è un luminare nel campo della genetica.
Chiudo con una curiosità: Sapete come termina la serata a Bona Espero? Con l’ augurio ed il bacio della Buona Notte dei ragazzi agli zii, prima di coricarsi…un gesto di rispetto, ringraziamento e di educazione da noi ormai perdutosi nella notte dei tempi, almeno per molti.

Esperanto: istruzioni per l'uso - I Vantaggi

La lingua internazionale Esperanto offre molti vantaggi, rispetto alle altre lingue:

1. Una Lingua Semplice e Chiara.
Per apprenderla sono sufficienti pochi mesi. Si noti che la lingua inglese, per quanto semplice, richiede invece parecchi anni di studio, particolarmente se si desiderano acquisire, oltre alla semplice grammatica di base, la corretta pronuncia, l'intonazione e le numerosissime espressioni idiomatiche, che costituiscono praticamente la meta' di ogni normale testo o conversazione.

2. Corsi di Esperanto Gratuiti.
La partecipazione ai corsi di Esperanto e' quasi gratuita. Infatti le associazioni esperantiste sono costituite da volontari e non hanno fini di lucro. Si confronti con i prezzi dei corsi di lingue privati, spesso nell'ordine delle molte centinaia di euro.

3. Viaggi e Turismo.
L'Esperanto offre ai giovani la possibilità di viaggiare. Ogni anno viene pubblicato un libro, chiamato SERVIZIO PASSAPORTO contenente migliaia di indirizzi di esperantisti che offorno, in tutto il mondo, ospitalità gratuita a chi sa parlare esperanto. Si confronti con i prezzi dei soggiorni all'estero, anche presso famiglie;

4. Incontri con l'Esperanto.
Ogni anno si tengono in ogni nazione i convegni internazionali esperantisti. Partecipando a tali convegni, i giovani incontrano centinaia di ragazzi e ragazze di tutto il mondo, scoprono altre culture ed altri modi di vita, si confrontano sui temi d'attualità. Inutile dire che la partecipazione a tali convegni e' offerta a prezzo di costo: una settimana in Germania, ad esempio, a pensione completa e comprendendo conferenze, escursioni, concerti ed altro, costa circa 90 euro; possibilità analoghe esistono in Francia, in Austria, in Polonia, in Cecoslovacchia, in Ungheria, e naturalmente in Italia;

5. Attraverso l'Esperanto si accede ad una vastissima cultura mondiale.
In Esperanto si trovano le traduzioni di tutti i migliori libri di tutte le letterature, dalla Bibbia al Corano, dalla Divina Commedia al Kalevala, da Goethe a Mickiewicz; esistono antologie delle letterature giapponese, cinese, australiana, brasiliana; esistono anche centinaia di libri originali: romanzi gialli, biografie, umorismo, teatro, tutto cio' che si puo' desiderare di leggere.

6. L'Esperanto e' internazionale.
Come lingua interetnica non appartiene a nessun popolo; tutti i popoli si incontrano in parità, perché tutti devono fare lo stesso, piccolo sforzo per studiarlo. Viceversa l'Inglese e' la lingua di un popolo ben preciso, non di tutti; chi non nasce nella nazione giusta, resta sempre uno straniero e parla una lingua non propria.

Testo di Marco Bezzi - 1995
Adatatto e rivisto da Francesco Amerio e Giuseppe Valente - 2004

Esperanto: istruzioni per l'uso - Università

UNA UNIVERSITA' INTERNAZIONALE IN ESPERANTO

Sapete che si puo' studiare a livello universitario in esperanto?
L'Accademia Internazionale delle Scienze San Marino (AIS) è un'università riconosciuta come ente giuridico nella Repubblica di San Marino (ma non ancora in Italia), dove gli insegnamenti sono in varie lingue, ma l'esperanto è la lingua di maggior uso e quella in cui si devono presentare le dissertazioni per il diploma finale. Presso l'AIS si possono conseguire i titoli accademici di "bakalau'ro", "magistro", "doktoro", "habilitdoktoro", che corrispondono come impegno di studio, più o meno ai vecchi titoli italiani: diploma universitario, laurea quadriennale, diploma di perfezionamento e dottorato di ricerca. Per i nuovi titoli dell'università italiana riformata ci sara' una tabella di confronto. Chi ha gia' titoli nazionali, puo' farli "adottare" dall'AIS, cioè conseguire un titolo dell'AIS corrispondente a quello nazionale, sostenendo alcuni esami ulteriori. L'impegno che l'AIS richiede e' maggiore di quello richiesto nelle universita' nazionali, ma il prestigio che da' nella comunita' esperantofona e' del pari maggiore. I corsi sono compattati in otto ore, corrispondenti ad un credito del sistema europeo, e si svolgono in diverse parti d'Europa, solitamente in occasione di manifestazioni esperantiste. L'AIS non cura tutto lo scibile universale, ma predilige studi che riguardano l'internazionalita' della scienza, e che non sempre si trovano nei curricula delle universita' nazionali: eurologia, pedagogia cibernetica, turismo, storia della scienza, letteratura comparata; ma ha anche, ovviamente, alcuni corsi in discipline piu' tradizionali, come informatica, matematica, filosofia, statistica. I docenti appartengono ad università qualificate comead esempio Gottinga, Bonn, Monaco, Torino, Padova, Roma, Vienna, Paderborn, Uppsala. Tra i docenti c'e' un premio Nobel e membri di accademie scientifiche nazionali ed internazionali.

Carlo Minnaja

Esperanto: istruzioni per l'uso - Domande frequenti sull'esperanto

Tutto quello che avresti voluto sapere sull'esperanto e non hai mai osato chiedere e' ora in rete, all'indirizzo http://iej.esperanto.it/faq/

Dalle risposte pronte alla raccolta di indirizzi, tutto quello che si puo' spiegare viene spiegato; e se manca qualcosa, poni una nuova domanda, e lascia che sia la comunita' dei lettori a risponderti. Oppure metti tu la risposta ad un quesito aperto.

Un grazie al responsabile del servizio, Manuel Giorgini, al quale potete far riferimento in caso di dubbi o richieste.

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Quando è nato l'esperanto?
L'esperanto è nato alla fine del XIX° secolo. L. L. Zamenhof pubblicò la prima grammatica nel 1887 nella speranza di contribuire a migliorare la comunicazione fra i popoli.

Che tipo di lingua è?
L'esperanto è una lingua semplice e razionale nella grammatica: tutti i verbi si coniugano allo stesso modo; da un insieme ristretto di elementi base si possono derivare moltissime parole composte; ecc. Il vocabolario deriva per la maggior parte dalle lingue neolatine.

Dove si parla l'esperanto?
L'esperanto è usato in tutto il mondo; la zona con la maggiore densità di esperantisti è probabilmente l'Europa centrale.

Quante persone lo parlano?
Secondo una fonte molto autorevole, l'Enciclopedia Britannica, circa otto milioni di persone. Stime più prudenti parlano di centinaia di migliaia. La risposta che si trova più spesso è intermedia: circa tre milioni di persone.

Ma non è una lingua solo europea?
È una lingua mondiale, e in questi anni i posti dove cresce di più sono l'Africa e l'Estremo Oriente. È vero che l'alfabeto e il lessico sono un ostacolo per i non occidentali (non più che con l'italiano o l'inglese, ovviamente); in compenso la struttura della lingua (basata sul costruire le parole a partire da elementi invariabili) la rende molto più simile ad alcune lingue extraeuropee che alla nostra.

Gli esperantisti sperano di abolire le lingue nazionali?
Fin dalla sua nascita l'Esperanto è usato e proposto come seconda lingua per i rapporti internazionali, parallelamente alle lingue nazionali.

Non basta imparare le lingua straniere?
La molteplicità delle lingue è una grande ricchezza dell'umanità, e lo studio delle lingue straniere è importantissimo. Però quante persone sono in grado di imparare tutte lingue che potrebbero servire? Nella sola Unione Europea ci sono 23 lingue ufficiali (e presto ben di più). E anche ammesso di riuscirci, ci vorrebbe un enorme dispendio di fatica, tempo e denaro.

Allora scegliamone una sola (l'inglese).
Naturalmente non abbiamo niente contro lo studio della lingua inglese, e apprezziamo tutte le opportunità per comunicare che essa dà; però imparare a fondo anche una sola lingua straniera è un investimento che non tutti si possono permettere; privilegiare una sola lingua nazionale sulle altre è un atto discriminatorio; l'uso internazionale di una lingua nazionale (e quindi difficile) mette in pericolo la sopravvivenza delle lingue più deboli.
L'esperanto, essendo relativamente facile e neutrale, non ha questi tre svantaggi; perciò lo parliamo, senza per questo rinunciare all'uso delle altre lingue. Anzi, come abbiamo già detto, l'esperanto facilita l'apprendimento delle lingue straniere, inglese compreso.

L'esperanto è una lingua artificiale / fredda / ...
Basta ascoltare una conversazione in esperanto per rendersi conto che è una lingua come tutte le altre, per niente fredda o meccanica. Fra l'altro ai nostri incontri spesso nascono flirt e amori internazionali, ed esistono famiglie che comunicano prevalentemente in esperanto. E di conseguenza ci sono persone che parlano l'esperanto dalla nascita: provate a dirlo a loro che è una lingua artificiale!

Ma se non ce l'avete fatta in cent'anni...
Non è necessario essere uno specialista per sapere che cent'anni sono un tempo molto breve per una lingua. Comunque quasi tutti gli esperantisti contesterebbero la frase "non ce l'avete fatta": l'esperanto esiste e chi vuole può usarlo per comunicare in modo facile, divertente ed immediato con ragazzi e ragazze di tutto il mondo. Probabilmente questa è la cosa più importante.


NSIR

Esperanto: istruzioni per l'uso - Il sito della FEI

Riporto quanto scritto nella pagina iniziale della FEI "Federazione Esperantista Italiana", la ritengo una sintesi efficace sui perché dell'Esperanto:

L'esperanto, oggi.
Nel mondo d'oggi - sempre più sensibile ai diritti delle minoranze, e più consapevole della varietà delle lingue e delle culture - la lingua internazionale esperanto va riscuotendo un rinnovato interesse presso personalità politicamente o socialmente influenti e presso normali cittadini che vogliono fare qualcosa per difendere la loro lingua e la loro identità.
Organizzazioni e coalizioni non governative sollecitano l'introduzione del tema della lingua internazionale nell'agenda delle Nazioni unite e dell'Unione europea.
Nel corso degli anni novanta e fino ad ora vari congressi e conferenze scientifiche internazionali hanno riunito esperti indipendenti, che hanno analizzato la situazione dell'esperanto e ne hanno proposto l'inserimento negli attuali dibattiti sui diritti alla lingua e sulla politica linguistica per promuovere la democrazia linguistica nei rapporti internazionali e la conservazione della varietà delle lingue del mondo.

L’ESPERANTO ha 120 anni, ... e qualche mese

Il 26 luglio 2007 la lingua Esperanto ha compiuto i suoi primi 120 anni. Nel 1887, infatti, veniva pubblicato a Varsavia (che all’epoca faceva parte dell’Impero russo) il primo volumetto di un certo Dott. Esperanto, che comprendeva una breve grammatica, un vocabolarietto ridotto e alcuni testi redatti nella nuova lingua. In seguito, lo pseudonimo dell’oftalmologo ebreo Lodovico Lazzaro Samenhof (1859-1917), che ne era l’autore, divenne il nome della nuova lingua. Più tardi lo seguirono migliaia di aderenti in più di 100 paesi del mondo. Anche in Svizzera vivono numerosi esperantisti, riuniti nella Società Esperantista Svizzera.
Il 92° Congresso Universale d’Esperanto si è tenuto dal 4 all’11 agosto 2007 in Giappone, a Yokohama. Gli iscritti superavano le 1800 persone.
Il 2008 è l'anno del centesimo anniversario dell’Associazione Universale d’Esperanto (Universala
Esperanto-Asocio), fondata nel 1908 a Ginevra da Hector Hodler, figlio del pittore svizzero Ferdinand Hodler. Nel 2009, cadrà il 150° anniversario della nascita di L. L. Zamenhof.
In occasione del centesimo della nascita della Società Esperantista Svizzera, e del 50° del centro dedicato alla lingua internazionale presso la biblioteca civica di La Chaux-de Fonds, è apparso un ampio lessico enciclopedico, dedicato alle lingue artificiali in Svizzera, ossia al Volapük, all’Esperanto, all’Ido, all’Occidental-Interlingue e all’Interlingua. Il suo autore è lo storico bernese Andreas Künzli. Il noto economista ginevrino François Grin, ha dichiarato che per rendere più efficienti le comunicazioni linguistiche nel mondo multilingue, l’Esperanto può rappresentare un aiuto, uno strumento di semplificazione, senza però sostituire le altre lingue. Ma l’introduzione a livello internazionale di una tale lingua richiederebbe un accordo tra i vari paesi. L’inglese viene collegato a potere e ad influenza politica. Lingua di grande prestigio, non è ancora diffusa in un modo sufficientemente capillare.
(v. http://www.coopzeitung.ch/index.cfm?&id=32638)

Il documento in PDF.

COLOPHON

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INCONTRI ESPERANTISTI IN ITALIA
Il Congresso Nazionale: http://www.esperanto.it/html/fei/congresso.htm
Il Festival Giovanile di Pasqua: http://iej.esperanto.it/ijf/2008/
Gli incontri locali: http://iej.esperanto.it/vikio/IEF_-_Lokaj_Eventoj

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-Conto corrente postale n.37312204

Quello della Gioventu' Esperantista Italiana
Banca di Roma Ag. Paderno Dugnano
ABI 03002 CAB 33520 N.Conto 655082-14

Le quote sociali per il 2008 sono:
Socio ordinario 28.00
Socio familiare 14,00
Socio giovane 14,00
Socio sostenitore 84,00
Socio garante 280,00

Hanno diritto alla quota ridotta
i giovani che nell'anno 2008 non

compiono i 25 anni, quindi nati
dall' 1-1-1984.


_______________________________________________
NSiR mailing list
NSiR@carpani.homelinux.net
http://carpani.homelinux.net/mailman/listinfo/nsir

Esperanto: istruzioni per l'uso - Gruppi

Come costituire un gruppo locale

La possibilita' di incontrare altri esperantisti, per potersi esercitare e per poter concretizzare attivita' divulgative o di insegnamento della lingua, e' ovviamente un aspetto importantissimo per lo sviluppo dell'esperanto su un territorio.

Del resto i gruppi locali sono l'ossatura stessa dell'esperantismo in italia, rappresentato dalla FEI, che è per l'appunto la Federazione Esperantista Italiana dei gruppi e di alcune associazioni di categoria (i giovani, i ferrovieri, etc ...).

I passi fondamentali per la costituzione di un gruppo locale sono i seguenti.
a) verificare che un gruppo non esista gia': basta una visita al sito www.esperanto.it per avere l'elenco dei gruppi. In alternativa si possono chiedere notizie alla segreteria della FEI a Milano (indirizzi e telefono sono sempre disponibili in coda a NSiR). Se si scrive o telefona alla FEI si puo' anche chiedere se c'e' qualche esperantista isolato (e magari senza posta elettronica).
b) Non ci sono gruppi: allora bisogna trovare gli esperantisti. Al proposito un messaggio su NSiR del tipo "AAA esperantisti nella val Brembana cercansi" puo' essere di aiuto. Bastano 3 righe per mandare un appello a un sacco di gente in giro per l'Italia.
c) Per la costituzione del gruppo e sufficiente essere in 3 esperantisti (o simpatizzanti). Se ci siete urge una telefonata o una cartolina a Milano per chiedere maggiori dettagli.
d) Non sono necessari atti costitutivi o statuti: quelli, se volete, verranno con il tempo. Inoltre parte della vostra quota associativa rimarra' al gruppo per finanziare le sue attivita'.

La redazione di NSiR e' a Vostra disposizione per ulteriori dettagli.

Framerio
f.amerio/AT/libero.it