Non potendo caricare file audio su blogger ho creato un filmato con le prime immagini trovate cercando la parola Esperanto.
Buon Ascolto.
Per il montaggio ho usato Kdenlive su Ubuntu.
Audio GR Parlamento
Pubblicato da Anonimo alle lunedì, maggio 12, 2008
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COMUNICATO STAMPA - Aldo Grassini in RAI
COMUNICATO STAMPA- Aldo Grassini in RAI
a parlare della lingua Esperanto e del Premio Zamenhof di Ancona
Al GR Parlamento delle ore 8 di domenica 11 maggio, Aldo Grassini interviene sulla lingua Esperanto e sul Premio “Zamenhof le voci della pace” che si tiene ad Ancona. La giornalista RAI Mariù Safier chiede a Grassini come è nato l’esperanto e se oggi può considerarsi un’utopia in un mondo dilaniato da guerre e con sempre nuove barriere ed incomprensioni, “L’Esperanto è tuttora attuale ed attuabile. Una lingua comprensibile a tutti e, soprattutto molto facile da apprendere in breve tempo, potrebbe essere un vero traguardo. Certamente ciò ridimensionerebbe poteri ed influenze…Basti solo pensare all’uso della lingua inglese nell’informatica.” Grassini accenna poi al fatto che la Federazione Mondiale dell’Esperanto non ha certamente rinunciato o ha archiviato i propri propositi. Alla Safier Aldo Grassini indica perché la Federazione Esperantista Italiana (F.E.I.) ha istituito il Premio di Ancona, intitolato al nome ed alla figura dell’ideatore dell’Esperanto Ludovico Lazzaro Zamenhof (1859/1917). Il Premio, giunto alla sesta edizione, viene infatti assegnato ogni anno a cittadini italiani che si sono distinti er l’impegno alla cooperazione e alla reciproca comprensione fra i popoli, nel rispetto delle diversità e in nome di una sincera vocazione alla pace, all’amicizia fra i popoli e alla tutela delle culture e delle lingue cosiddette minori. Tra i premiati degli ultimi anni Tiziano Terzani, Claudio Abbado, Luca Zingaretti, Ennio Remondino, Gianfranco D’Anna, Manuela Dviri.
A questa pagina potete ascoltare la trasmissione di domenica 11 maggio,
l'intervento sull'Esperanto è alla fine del servizio:
http://www.radio.rai.it/grparlamento/archivio.cfm?g=11&m=05&a=2008
Cercate le frequenze radio della vostra zona a questo indirizzo:
http://www.raiway.rai.it/index.php?lang=IT&cat=71
la pagina web di GR Parlamento dove si trovano anche gli archivi ascoltabili in rete:
http://www.radio.rai.it/grparlamento/index.htm
Ancona, 8 maggio 2008
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Ufficio Stampa, “ Premio Zamenhof le voci della pace”: Marisa Verducci-LorenzoMorini, Ancona, info 071/200648-3339358071
Pubblicato da Gruppo Esperantista Marchigiano alle sabato, maggio 10, 2008
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GR Parlamento intervista Grassini su L'Esperanto
Pubblicato da Gruppo Esperantista Marchigiano alle sabato, maggio 10, 2008
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L'ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?
Iniziativa promossa dal Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino
Pesaro, giovedì 7 febbraio 2008 ore 17,30
Sala del Consiglio Provinciale “W. Pierangeli”
L’ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?
Lo stato della nostra lingua come strumento di comunicazione non solo familiare, ma anche scientifico e letterario, di fronte alla globalizzazione
Saluti
Palmiro Ucchielli
Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino
Simonetta Romagna
Assessore provinciale alle Attività Culturali-Editoria
Interventi
Alberto Angelucci, giornalista, direttore "Lo Specchio della città”
Comicità nell’uso improprio delle lingue straniere
Riccardo Gualdo, docente di linguistica Univ. di Firenze
L’uso dell’italiano nella scienza, nella pubblicità, nei mezzi d’informazione, tra la gente: lo stato di sofferenza e le possibili terapie
Renato Corsetti, Pres. Fed. Esperantista italiana e docente di Psicolinguistica Univ. di Roma
La tutela delle lingue nazionali come tutela della propria cultura e identità
Dichiarazione ONU: 2008 anno internazionale delle lingue
Provincia di Pesaro e Urbino
V.le Gramsci, 4
0721 359311 - 395
Link alle interviste video di:
Renato Corsetti, intervistato all'ultima edizione del premio Zamenhof.
Alberto Angelucci, intervistato da Carmelina Rotundo in occasione dei dieci anni d'attività de "Lo Specchio", la rivista da lui diretta.
Pubblicato da Gruppo Esperantista Marchigiano alle giovedì, gennaio 24, 2008
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Premio Zamenhof 2007 - Renato Corsetti
Intervista al presidente della FEI, Renato Corsetti.
Trascrizione dell'intervista. Il presidente della Federazione Esperantista Italiana, Renato Corsetti, intervistato da Francesco Fiordomo.
_Presidente, una bella serata, un segno forte di vitalità del gruppo esperantista marchigiano.
_Certo, il gruppo esperantista marchigiano è uno dei gruppi forti in Italia. La federazione esperantista ha gruppi un po' dovunque da Trieste a Catania, ci sono però alcune regioni che per vari motivi, come nelle Marche e in Toscana, sono molto più vivaci che nel resto del paese, non so perché però le Marche sono un grosso gruppo.
_Questo premio rappresenta un momento fondamentale dell'attività delle Marche, del vostro gruppo esperantista.
_Si, è anche un momento fondamentale dell'attività della federazione esperantista nel complesso, perché, in fondo, l'Esperanto, è sì una lingua facile con cui comunicare e fare molte cose, però, sostanzialmente, l'inventore dell'Esperanto non voleva fare una lingua, o non voleva fare solo una lingua, lui pensava alla fratellanza umana, alla pace, alla fine delle guerre, quindi tutto quello che va in questo senso marcia insieme all'esperanto. Questa sera, qui, abbiamo sentito parlare di tanti sogni e anche l'Esperanto è un sogno. Noi crediamo di essere un po' matti, e questa sera abbiamo visto altri matti, cioè la signora che vuol fare la pace tra Israele e la Palestina è altrettanto matta quanto noi, gli altri che vogliono curare i malati in coma irreversibile anche loro in un certo senso sono dei matti, quindi ci sentiamo molto bene, molto a nostro agio qui, perché anche noi cerchiamo di fare una cosa che a prima vista ha del matto. Noi vogliamo affermare che tutti gli uomini, tutte le lingue, tutte le culture sono tutte uguali, cioè, gli americani sono uguali agli albanesi, cioè la cultura americana, la cultura francese, quella albanese, quella bulgara sono tutte uguali, e questa è una cosa che a prima vista è difficile da accettare, ... e invece noi continuiamo.
Premio Zamenhof 2007 - Aldo Grassini
Intervista ad Aldo Grassini.
Trascrizione dell'intervista.
Il vice presidente della Federazione Esperantista Italiana, Aldo Grassini, intervistato da Francesco Fiordomo.
_Una bella serata, piena di testimonianze, piena anche di momenti emozionanti nel ricordare l'attività delle persone che avete premiato e di questa associazione è veramente una serata riuscita.
_Si, io credo sia una serata riuscita come del resto anche nelle precedenti cinque edizioni. Qualcuno prima tra gli amici diceva: purtroppo di queste cose si parla sempre meno e quando ci sono queste occasioni sono in qualche modo un evento. Vorrei sottolineare che il Premio Zamenhof intende dimostrare che poi queste cose così straordinarie non sono poi degli eventi ... perché il mondo è pieno di tanta gente che veramente s'impegna e dedica la propria vita per il bene degli altri per il bene della società e della comunità. Purtroppo si preferisce parlare molto più di chi compie i delitti o violenze e queste altre cose passano sotto silenzio come se la vita fosse fatta solo di cose negative. Noi vogliamo dimostrare che ci sono anche cose positive, e daltra parte noi esperantisti siamo degli idealisti, crediamo nell'uomo, crediamo nel modno, crediamo nella pace, crediamo nella solidarietà, e anche se ogni giorno ci smentisce in tante circostanze ... però sono molte di più quelle silenziose che invece confermano questa nostra convinzione.
_Quindi da questo premio, da questa serata parte un messaggio di speranza e di coraggio come detto nel suo intervento.
_Si, un messaggio di speranza, di coraggio, e quando si dice che l'utopia è qualcosa d'impossibile, ma la Storia è fatta di cose impossibili che diventano reali, altrimenti l'uomo sarebbe ancora nelle caverne.
Premio Umberto Stoppoloni 2007 - Silvio Stoppoloni
Insieme al Premio Zamenhof è stato assegnato il Premio "Stoppoloni - le integrazioni impossibili" all'Associazione "Il Risveglio", che si adopera per restituire una luce di speranza nella vita alle famiglie di soggetti in coma profondo.
In questo video l'intervista a Silvio Stoppoloni.
Trascrizione dell'intervista.
Il dottor Silvio Stoppoloni Intervistato da Francesco Fiordomo.
_Dottor Silvio Stoppoloni, questa sera il premio Umberto Stoppoloni è stato consegnato all'associazione Risveglio. Quali le motivazioni.
_Come ho detto durante la cerimonia, la scelta di riferirci a questa associazione è stata dovuta inizialmente al fatto che ci si trova di fronte ad una situazione estrema, una realtà molto difficile, molto dura, sia dal punto di vista terapeutico, sia dal punto di vista sociale e dell'impegno delle famiglie, e quindi, siccome il premio si chiama Le Integrazioni Impossibili, questa è una situazione che rispondeva chiaramente a questa etichetta e a questo senso del premio. E' importante capire che queste persone si stanno spendendo per trovare delle tracce, dei fili anche invisibili di recupero in persone che sono state duramente colpite. Quindi un impegno che forse non è più il caso di dire che è disperato, però è difficile, duro, e come molti, dicono loro ... :guardate, ci state chiedendo delle cose impossibili. Poi, invece, dai risultati si vede che ci sono delle soluzioni, delle speranze, ci sono delle realizzazioni, e che quindi qualcosa si può ottenere.
Pubblicato da Anonimo alle lunedì, dicembre 24, 2007
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Premio Umberto Stoppoloni 2007 - Francesco Napolitano
Insieme al Premio Zamenhof è stato assegnato il Premio "Stoppoloni - le integrazioni impossibili" all'Associazione "Il Risveglio", che si adopera per restituire una luce di speranza nella vita alle famiglie di soggetti in coma profondo.
Trascrizione dell'intervista.
Il presidente dell'associazione Risveglio, dottor Francesco Napolitano, intervistato da Francesco Fiordomo.
_Nel suo intervento ha evidenziato due aspetti interessanti, la vostra attività si pone l'obiettivo di dare voce al silenzio e di fare cose impossibili.
_Si, non dimentichiamoci che noi abbiamo a che fare per lo più con gravi celelebrolesioni acquisite che coinvolgono tutti gli aspetti di una persona, aspetto motorio, comportamentale, cognitivo. C'è una presenza di persone che hanno da ricominciare una vita, molte volte non riescono a riaffacciarsi alla vita, di conseguenza rimangono in una situazione di stato vegetativo che oggi abbiamo per fortuna cominciato a definire prolungato, perché fino a qualche mese fa si parlava sempre di permanente. Di permanente per noi non c'è niente, noi vogliamo comunicare il fatto che è una vita che può comunque avere un'evoluzione. La scienza anche nei casi più gravi, non può escludere che ci possano essere anche delle manifestazioni di nuovo verso la vita. Dunque sono spesso dei casi che possiamo definire vicini all'impossibile. Per noi impossibile non lo è mai. Pensate che dobbiamo ancora, forse inizare, adesso, e lo dico con un po' di rammarico ma anche con un po' di enfasi, a lottare contro convincimenti che in questi casi ci può anche essere una forma di eutanasia. Come dire, ma queste persone che non hanno nessuna conoscenza con l'esterno, che ce le teniamo a fare? Potremmo, loro dicono, staccare la spina. Ma qui non c'è nessuna spina da staccare, qui bisogna soltanto dargli da mangiare e da bere, niente altro. Non richiedono altro che dei piccoli accudimenti, ma in cambio danno tante cose. Non soffrono non hanno sentimenti. Hanno però un afflato che va al di sopra delle nostre coscienze. bene, anche in situazioni dove certamente non c'è nulla di accanimento terapeutico, ma c'è soltanto la necessità di dare affetto e amore, noi dobbiamo ancora lottare per questo. Figuratevi poi la lotta per trovare, invece, per trovare delle strutture che queste cose possano ospitare in modo adeguato. E' una lotta ancora più difficile, ecco perché la Voce al Silenzio, loro non possono parlare. Noi abbiamo tanti tipi di patologie che possono anche scendere in piazza, a dire cosa si aspettano dalla società, a dire cosa di cui hanno bisogno. I nostri assistiti no. Dobbiamo noi dare voce a loro. Tutto questo implica una missione estremamente difficile ed estremamente paziente. Però dopo che siamo entrati nella scienza, adesso piano piano stiamo entrando nel mondo amministrativo e nel mondo politico, politico nel senso di risposta alla società civile, ben s'intende. Questo significa che questa coscienza che stiamo portando avanti sta per essere raccolta anche da chi manifesta le esigenze della società, è un punto importante perché significa che adesso forse possiamo anche accelerare un po' i tempi. Questo è tutto quello che noi ci auguriamo. Nel frattempo abbiamo da accudire tutte queste famiglie, dar loro delle segnalazioni riguardo le strutture dove possono andare, e dargli tutto il supporto di cui hanno bisogno quando si trovano poi a tornare a casa, e a casa hanno bisogno di tutto, sostanzialmente. Ecco perché Voce al Silenzio ed ecco perché a volte è una missine quasi impossibile.
Pubblicato da Anonimo alle lunedì, dicembre 24, 2007
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Premio Zamenhof 2007 - Stefania Casini
Stefania Casini, regista cinematografica e televisiva, per la serie di documentari "America Latina" e "Preti di Strada" su l'impegno civile di alcuni personaggi femminili del Sudamerica e sulla lotta di preti coraggiosi contro la prostituzione di giovani immigrate africane.
Trascrizione dell'intervista.
La regista Stefania Casini intervistata da Francesco Fiordomo.
Premiata questa sera qui ad Ancona per la sua attività soprattutto a favore delle donne in riscatto delle donne.
_Si, ... non è proprio così, comunque diciamo che io amo molto raccontare delle storie ed ho raccontato delle storie di donne straordinarie, di donne anche umiliate, di donne battagliere, di donne che avevano comunque un fuoco dentro per cui la loro vita ha avuto ed ha un valore, ma le ho raccontate perché poi mi hanno appassionato. Quindi ogni volta che mi avvicino ad una storia ad un soggetto diciamo poi mi lascio completamente travolgere da loro, perché il mio lavoro è una cosa meravigliosa, perché incontro delle persone straordinarie, e quindi queste donne mi hanno dato spesso, a me, la forza, me l'hanno restituita, la forza di andare avanti, l'entusiasmo. Io veramente credo che comunque le donne valga la pena di raccontarle perché comunicano, comunicano sempre, come dicevo prima, nel dolore, nella gioia, nel rigore, nella forza, nella follia, nel sogno.
_Si è parlato anche di questo documentario che lei ha realizzato.
_Preti di strada, si, l'ho realizzato per Rai Educational e in questo caso sono andata, diciamo, a incontrare dei preti, come don Santoro, dei preti che comunque lavorano sul territorio. Lavorano in quella parte emarginata della città, don Massimo alla casa della carità, sono stata con lui, con i Rom, perché mi interessa moltissimo il lavoro che fanno queste persone, sono dei preti, io non sono credente, ma loro mi hanno conquistato veramente con la forza e con l'umanità che hanno e con l'energia per cui fanno un lavoro incredibile in quelle aree disagiate della città dove troppo spesso noi non andiamo e che troppo spesso noi non conosciamo e che invece bisognerebbe conoscere per capire.
Premio Zamenhof 2007 - Manuela Dviri
Manuela Dviri, giornalista israeliana, premiata per il suo impegno pacifista in una difficile realtà di guerra in cui riesce a far collaborare Palestinesi ed Israeliani in un comune impegno di riscatto dell'uomo dalla miseria del dolore e dell'odio.
Trascrizione dell'intervista.
La giornalista Manuela Dviri intervistata da Francesco Fiordomo.
_Questa sera si è parlato di Israele, si è parlato della speranza della pace nel Medio Oriente.
_Appunto, bisogna continuare a fare perché questo avvenga, non aspettare che avvenga da sola, la pace non verrà da sola, verrà attraverso il lavoro di tante persone, sia in zona ma anche fuori, nel mondo. Anche dal movimento del mondo civile verso la pace, verso la pace nel mondo ma anche la pace in Medio Oriente.
_Lei, nel suo intervento, ha detto che, oltre all'attività giornalistica, ha sentito il bisogno di rendere concreta questa attenzione e farlo soprattutto nei confronti dei bambini.
_Si, perché i bambini in ogni caso non hanno colpa di quello che succede, quindi per avere una pace, degli adulti normali, bisogna avere dei bambini sani da ambedue le parti.
E poi soprattutto non basta dire bisognerebbe fare bisognerebbe dire, bisogna fare e bisogna dire.