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PER UN MULTILINGUISMO GIUSTO

Senza la lingua internazionale esperanto non ci può essere multilinguismo giusto nell'Unione Europea.


Funerale di stato o festa solenne per il multilinguismo europeo? E' difficile dirlo guardando a quello che si svolge oggi, 10 maggio 2008, a Firenze, nella prestigiosa sede dell'Accademia della Crusca in cui si incontrano molti personaggi ufficiali italiani e stanieri, compreso il Commissario Europeo al multilinguismo, Leonardo Orban, in un convegno particolarmente solenne per celebrare i cinquanta anni del primo regolamento sulle lingue in Europa.

Quando venne emanato quel primo regolamento si dichiarò solennemente che eravamo tutti uguali in Europa ed eguali erano le nostre lingue e le nostre culture. Adesso l'ultimo Rapporto preparato per la Commissione da Amin Maalouf, anch'egli presente al convegno, da per scontato che l'inglese sia la lingua franca che tutti gli europei debbono studiare e poi, a titolo di consolazione, aggiunge: però sarebbe bello se ogni europeo, a parte l'inglese, studiasse bene, anzi perfettamente, una seconda lingua del cuore. In sostanza sarebbe bello se un italiano studiasse benissimoil bulgaro, un altro il maltese, ecc. Si tratta, evidentemente di castelli in aria per mascherare la dura realtà sulla terra. Già oggi un cittadino italiano che paga le tasse come ogni altro cittadino europeo, se vuol fare un concorso per essere assunto a Bruxelles, lo deve fare in inglese, in francese o in tedesco. E' chiaro che non lo vincerà mai. Anche al convegno di oggi a Firenze, le traduzioni dei discorsi vengono fatte solo verso l'italiano e l'inglese, lingua evidentemente ufficiale nel Granducato di Toscana.

L'unica cosa di cui a Bruxelles nessuno vuol sentire parlare è la soluzione giusta rappresentata dalla lingua internazionale esperanto. Lanciato nel 1887 come progetto di lingua ausiliaria per la comunicazione internazionale, e sviluppatosi rapidamente in una lingua viva e ricca di espressività, l’esperanto funziona già da oltre un secolo. E' l'unica lingua che assicura la parità linguistica tra tutti, perché non appartiene a nessuno. Oggi lo parlano forse due milioni di persone in tutto il mondo, lo usa il Papa per gli auguri di Pasqua e di Natale e la Radio Vaticana per trasmissioni regolari, ma anche Radio Pechino, ed anzi la Cina ha accompagnatori ufficiali degli atleti o dei visitatori parlanti anche in esperanto.

Ma non parlano già tutti inglese, come anche sottolinea il rapporto? Certo l'inglese è oggi una realtà, ma cent'anni fa l'impressione era che tutti parlassero già francese ed incomincia a farsi strada la sensazione che tra poco tutti parleranno cinese. L'esperanto obbedisce ad un'altra logica: essenzialmente l'eguaglianza tra tutti gli uomini, le loro culture e le loro lingue.

L'esperanto in Italia, come pure negli altri paesi europei, è, comunque vivo e vegeto ed è stato proposto quest'anno.per il premio Nobel per la pace

La Federazione Esperantista Italiana (FEI), con la sezione giovanile IEJ (Itala Esperanto-Junularo, Gioventù Esperantista Italiana), è un ente morale con D.P.R. n. 1720 del 28.6.1956, senza fini di lucro e finanziato esclusivamente dai propri soci o da enti pubblici (per specifiche iniziative), che si occupa di diffondere la lingua pianificata esperanto in Italia.

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Esperanto Italia - FEI
Via Villoresi, 38, 20143 Milano
www.esperanto.it, ufficio.stampa@esperantoitalia.it
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Se non si vogliono piu' ricevere questi comunicati, basta segnalarlo a ufficio.stampa@esperantoitalia.it

L'ESPERANTO SALVA LE LINGUE DALL'ESTINZIONE?

Anno internazionale delle lingue: l'esperanto è una lingua che salva le lingue materne dall'estinzione?

Hanno dibattuto il tema:
Andrea Gilardoni, professore di Storia e Filosofia
Nicola Ruggiero , poeta e studente di interlinguistica.

Sono intervenuti anche i membri dell'Arci Esperanto Andrea Montagner , Marco Picasso e Andrea Fontana .

Il dibattito s'è svolto in occasione del secondo congresso di Arci Esperanto (www.arciesperanto. it), ad Assago (MI), Domenica 3 Maggio 2008.

LA REGISTRAZIONE AUDIO DELL'EVENTO PU0' ESSERE ASCOLTATA ALLE PAGINE:
www.ipernity. com/doc/ancxjo. pac-horano/ 1935818/in/ album/46975 (prima parte)
www.ipernity. com/doc/28233/ 1936043/in/ album/46975? from=1935818 (seconda parte)

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Visitate anche “Radio Anĉjo Esperanto”, alla pagina:
http://www.ipernity .com/doc/ ancxjo.pac- horano/album/ 46975?from= 1935818

(da un messaggio di Andrea Fontana su esperantisti-italiani)

CLAUDIO MARI DIFENDE LA LINGUA ITALIANA

ORDINE DEL GIORNO PROPOSTO DAL CONSIGLIERE CLAUDIO MARI E APPROVATO IL 28/4/08

Il Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino

Premesso che
- il Politecnico di Torino ha soppresso il corso di laurea in “ingegneria tessile” di Biella tenuto in italiano sostituendolo con un analogo corso tenuto in lingua inglese,
- nella sede di Vercelli il corso di laurea di “ingegneria elettronica” dal secondo anno sarà tenuto esclusivamente in lingua inglese,
- per il primo corso di suddetta laurea, come per gli altri corsi in cui vi sia l’opzione italiano/inglese i cittadini italiani che sceglieranno l’inglese non pagheranno le tasse universitarie, mentre quelli che opteranno per l’italiano pagheranno la tassa (1500 euro),

considerato che
- è aberrante e inaccettabile questa istigazione all’abbandono della propria lingua madre,
- l’introduzione dell’inglese come lingua privilegiata nelle scuole e università italiane ridurrà l’italiano a lingua di secondo rango intaccando alle fondamenta il patrimonio culturale, sociale ed economico dello Stato Italiano, mandando al macero generazioni di italiani che hanno creduto e si sono battuti per un’Italia unita e consapevole,
- in breve tempo verrà persa la capacità di comprendere oltre 700 anni di letteratura italiana e la storia che ne fa parte; i tanti che nel mondo studiano l’italiano non solo per avvicinasi al nostro grande patrimonio di cultura umanistica , ma anche alle conoscenze scientifiche che sottendono alle produzioni italiane il cui prestigio è noto in tutto il mondo, senza parlare della qualità della vita che rende l’Italia fra i paesi più ammirati e vivibili, abbandonerebbero ben presto la lingua di Dante e Boccaccio; le stesse produzioni italiane avrebbero un calo di prestigio, come del resto il turismo,
- il passo conseguente, la scelta dell’inglese come lingua ufficiale di comunicazione in ambito europeo condannerebbe l’Italia a una evidente marginalità, mentre il vantaggio goduto nei concorsi dai parlanti inglese come lingua madre, determinerebbe una classe dirigente europea prevalentemente anglosassone;
- tutto ciò è palesemente inaccettabile e infatti la Comunità Europea sostiene il multilinguismo e la parità linguistica fra i riversi popoli che la compongono, mentre l’ONU ha proclamato il 2008 anno della tutela delle diversità linguistiche,
- tutto ciò, forse, non risolve il problema della necessità una lingua neutra di comunicazione in ambito comunitario, che pertanto non può però essere una lingua che avvantaggia qualcuno a sfavore della maggioranza,
- se si vuole favorire l’interculturalità dei giovani, è d’altro canto possibile organizzare corsi paritari fra stati diversi con scambio di docenti,

tutto ciò premesso
- si criticano le scelte discriminatorie nei confronti della lingua italiana del Politecnico di Torino.
- si invitano le istituzione universitarie presenti nella provincia a evitare esperienze del tipo sopra descritte se non in un accordo strettamente paritario.

Lingua madre "stampata" nel cervello

(ANSA) La lingua madre di una persona e' 'stampata' nel cervello, e si distingue da quelle apprese misurando l'attivita' elettrica del cervello. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Universita' di Milano-Bicocca. Questo fenomeno e' dovuto al fatto che l'apprendimento della lingua nativa, in persone monolingui, si verifica contemporaneamente all'acquisizione delle conoscenze concettuali e normative, come pure delle esperienze corporee e sensoriali.

Se in Europa è ancora tabù, l'esperanto è tra le 9 lingue ufficiali delle Olimpiadi cinesi

Proprio la Cina, che ha un alfabeto non latino, rompe gli indugi verso l'esperanto e la inserisce tra le nove lingue ufficiali attraverso le quali saranno fornite le informazioni dei prossimi giochi olimpici.

08/02/2008 - Dichiarazione di Giorgio Pagano, segretario dell'associazione radicale Esperanto.

Mentre in Europa si continua a non considerare l'ipotesi che la comunicazione transnazionale democratica, con la conseguente salvezza delle nostre lingue, si persegue solo attraverso la messa in campo di una lingua pubblica internazionale, come solo è l'esperanto, la Cina la inserisce tra le nove lingue ufficiali attraverso le quali saranno fornite le informazioni dei prossimi giochi olimpici.

Delle lingue dell'Unione europea solo inglese, francese, tedesco e
spagnolo sono state considerate, non il portoghese, non l'italiano...
Basta andare su www.china.org.cn per rendersene conto.
Si può considerare questo un segnale forte nell'identificazione dell'Esperanto come lingua transnazionale anche in Estremo Oriente: proprio la Cina, infatti, che più volte ci si era preoccupati di "tutelare" nei confronti dell'esperanto, per via del suo alfabeto non latino, ha rotto gli indugi.
E' ora che il ministero dell'istruzione italiano, il quale elaborò già
dieci anni fa un copioso e favorevole Studio sulla Lingua
Internazionale, ne avvii le sperimentazioni e se ne faccia promotore anche nell'Unione, già dalla prossima riunione dei ministri del 15 febbraio a Bruxelles: pena la marginalizzazione della lingua italiana nei prossimi 50 anni.


Notizia presa da comunicati-stampa.net


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA LINGUA MATERNA 2008 - DICHIARAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE MONDIALE PER L'ESPERANTO

La Giornata Internazionale della Lingua Materna acquista un valore maggiore quest'anno. Il 2008 è stato infatti proclamato dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Lingue. Come affermato da Koichiro Matsuura, direttore generale dell'Unesco," più del 50% delle 7000 lingue parlate nel mondo rischiano di scomparire nel corso di qualche generazione. Attualmente meno di un quarto di esse viene usato nelle scuole e nella rete e la maggior parte sono usate solo sporadicamente. Migliaia di lingue - sebbene usate come mezzo di comunicazione quotidiano da vaste popolazioni - sono assenti dai sistemi educativi, dai mezzi di comunicazione, dalle pubblicazioni e dalla vita pubblica in generale”.

L'Associazione Mondiale per l’Esperanto condivide il timore che l'umanità debba presto affrontare un impoverimento culturale disastroso. Questa perdita della diversità linguistica (che avviene molto più rapidamente della perdita della diversità biologica) ha già ispirato dei programmi internazionali come l’Educazione per Tutti (EpT) e si ritrova anche negli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM) approvati dalle Nazioni Unite nel 2000.

Con i sei obiettivi del programma di Educazione per Tutti si vogliono soddisfare i bisogni di apprendimento di tutti gli adolescenti, i giovani e gli adulti entro il 2015.

1: sviluppare maggiormente la cura e l'educazione del bambino nella prima infanzia;
2: offrire un'educazione gratuita ed obbligatoria per tutti;
3: promuovere l'apprendimento e la formazione professionale per giovani e adulti;
4: aumentare del 50% l'alfabetizzazione degli adulti;
5: raggiungere nel 2005 l'uguaglianza numerica tra i due sessi a scuola e nel 2015 l'uguaglianza effettiva nell'educazione;
6: Migliorare la qualità dell'educazione.

L'Associazione Mondiale per l’Esperanto crede che il sostegno della lingua materna giochi un ruolo essenziale per ognuno dei sei obiettivi dell’Educazione per Tutti. Noi siamo perfettamente d'accordo che sia necessario sviluppare e realizzare "politiche linguistiche che permettano a ogni comunità di usare la propria lingua materna il più ampiamente e frequentemente possibile, anche nell’ educazione, e di apprendere altresì una lingua regionale o nazionale ed una lingua internazionale".

Come rappresentante della comunità dei parlanti della lingua internazionale esperanto, comunità diffusa in tutto il mondo e che per più di un secolo ha presentato un esempio di efficace comunicazione interculturale, l'Associazione Mondiale per l’Esperanto

- esprime la sua soddisfazione per l'attenzione rivolta dalla comunità internazionale alle sfide linguistiche;
- riafferma il suo deciso convincimento della necessità di un plurilinguismo di alto livello basato sulle lingue materne e
- invita la comunità internazionale a studiare i meriti della lingua internazionale esperanto come soluzione sostenibile nel lungo periodo.

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SUCCESSO DEL CONVEGNO "L'ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?"

DISVASTIGO
www.disvastigo.it DIS350 12/2/08

Successo del Convegno “L’italiano: una lingua da salvare?” - Pesaro 7 Febbraio 2008

Il video con le interviste:





Gli interventi

Alberto Angelucci, direttore de “Lo specchio della Città”, apre il Convegno di giovedì 7 corrente promosso dal Consiglio Provinciale di Pesaro-Urbino, in occasione dell’anno delle lingue su “L’italiano, una lingua da salvare?”, trattando con brio gli aspetti comici dell’uso di certe espressioni straniere, come i “falsi amici” actually che significa realmente, eventually che significa finalmente, factory fabbrica, il “Crime Day” della Confcommercio di Pesaro che suona per un americano come la festa della mafia e non contro la criminalità, “sine die” pronunciato alla RAI saindai, e ringrazia il chairman della Provincia per averlo scelto per questo meeting come speaker accanto a due visiting professors e così via nel dolce stil novo degli anni 2000 a cui aggiungiamo un classico della traduzioni comiche:il titolo del film “The lady’s killers” tradotto “La signora-omicidi” e non “Gli assassini della signora”.

Il prof Riccardo Gualdo dell’Università di Viterbo ha avuto parole rassicuranti circa la salute della lingua riferendo interessanti dati sui neologismi creati in un anno e annunciando la costituzione di un gruppo di traduttori presso l’Ue per la conversione dei termini inglesi (un servizio simile –si segnala- a disposizione dei cittadini svizzeri si trova in rete cercando Cancelleria Federale-Anglicismi) ma ha disapprovato vivamente il diffondersi, per colpa soprattutto dei politici, di termini come welfare, question time e tanti altri assolutamente non necessari . Certe parole però verrebbero usate, secondo il professor Gualdo, come eufemismi per attenuare significati sgradevoli come killer al posto di assassino, gay invece di omosessuale se non peggio e hospice per clinica per malati terminali ( a quando lunatic asylum per manicomio?).

Cambia registro col Prof Renato Corsetti, presidente della federazione esperantista italiana e docente di psicolinguistica , che, anche se con toni bonari, usa parole pesanti contro “gli italiani che non vogliono essere italiani” e vede nelle modalità di diffusione dell’inglese un grave attentato alla nostra cultura ed identità citando come esempio i titoli dei film, quasi tutti americani, che non vengono ormai neppure tradotti. Il Prof Grassini di Ancona tra la folla interviene senza mezzi termini sui danni provocati nelle culture dei popoli indigeni dal colonialismo tuttora imperante -secondo lui- anche in Italia e propone come soluzione l’adozione dell’esperanto come lingua non appartenente ad alcuna potenza e di facile apprendimento, cosa che naturalmente trova d’accordo Corsetti che aggiunge, rispondendo all’obiezione di una signora, che tale lingua venga parlata un po’ dovunque nel mondo, basta informarsi.

Il Dr Maurizio Consorte infine presenta Allarme Lingua www.allarmelingua.it come un’associazione civile apartitica per la tutela delle lingue etniche e della diversità linguistica, sorta solo da qualche anno e con all’attivo interrogazioni parlamentari e denunce al Moderatore ed altre autorità europee contro la discriminazione linguistica ed operante soprattutto con la stampa a cui distribuisce articoli e saggi sul problema linguistico e la difesa delle culture con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto delle lingue, anzitutto la propria. “Noi di Allarme Lingua – afferma Consorte- vorremmo diffondere un nuovo concetto di comunicazione civile in cui il diritto di capire si accoppi al dovere di farsi capire e che il problema linguistico venga affrontato senza atteggiamenti rancorosi in un’ampia visione in cui trovi spazio sia l’inglese, che rappresenta spesso la “password”per l’accesso alle cose del mondo ma che non deve diventare la tua lingua, sia l’esperanto, che merita, liberato da vecchie riserve mentali, di essere fatto conoscere perché sia la società a valutarne democraticamente i valori nel rispetto della lingua materna”.

Oltre a quello di Grassini vi sono stati altri interventi del pubblico di vario tono: chi ha gridato “basta con questi attentati alla lingua” intendendo l’uso di forme non ortodosse, chi ha riferito che in fondo a girare il mondo non è che l’inglese sia tanto diffuso a un certo livello (e quindi non c’è
da allarmarsi o, peggio, ci facciamo mettere in crisi da una cosa che non serve?). Significativo l’intervento di un giovane programmatore che ha lamentato che dopo 8 anni di inglese stenta a colloquiare con anglosassoni, i quali si sono risparmiati questa fatica occupandosi di più utili competenze.

Non si è accennato all’annuncio del primo ministro inglese Brown di voler preparare un esercito di 750.000 insegnanti indiani per diffondere l’inglese, alla clausola “english mother tongue” di tanti bandi di concorso a Bruxelles, al CLIL, insegnamento linguistico di materie non linguistiche che si sta tanto diffondendo specialmente al nord, alle parlate italiane all’attacco (oltre al friulano entrato nelle scuole regionali c’è un ddl per l’istituzione del bilinguismo in Sicilia) e molti altri aspetti da mettere in chiaro in un possibile altro più ampio incontro che ci si augura possa in futuro far seguito all’attuale convegno di cui ci si complimenta per la riuscita.
Giorgio Bronzetti

CLAUDE PIRON, IL ROMANZIERE CHE USAVA L'ESPERANTO

SCRITTORI: ADDIO A CLAUDE PIRON, IL ROMANZIERE CHE USAVA L'ESPERANTO TRA PIU' FAMOSI PALADINI USO LINGUA UNIVERSALE

Bruxelles, 5 feb. - (Adnkronos) - Lo scrittore belga ClaudePiron, l'autore piu' noto a scrivere racconti e romanzi in esperanto,e' morto nella sua casa di Gland all'eta' di 77 anni. Membro dellaAccademia di Esperanto, membro onorario dell'Associazione Universale Esperanto e membro dell'Associazione scrittori in lingua esperanto, Piron e' stato uno dei piu' noti paladini a livello internazionale nel propugnare l'uso della lingua universale a livello diplomatico e letterario per favorire la concordia tra i popoli. Le sue opere comprendono manuali, racconti, romanzi, novelle, poesie, saggi e articoli. Tra i suoi libri piu' importanti in esperanto figurano ''Gerda Malaperis'' (Gerda e' sparita) e ''La Bona Lingvo'' (La buona lingua). ''Gerda Malaperis'' e' un romanzo poliziesco e insieme un primo libro di lettura in esperanto, che usa strutture grammaticali semplici e un vocabolario ridotto, ed e' costruito in modo che ogni capitolo aggiunge vocaboli e strutture grammaticali; di conseguenza porta gradualmente a raggiungere un buon livello in esperanto; inoltre ci sono ad ogni capitolo le liste delle nuove parole, per cui i principianti possono seguire facilmente le lezioni. Nel libro ''La buona lingua'' Piron tratta i principali aspetti sociali e linguistici dell'esperanto. La sua tesi e' che l'esperanto e' piu' facile perche' rispecchia i meccanismi base della mente nell'apprendimento delle lingue, e fra questi, estremamente importante, la generalizzazione delle forme e delle regole grammaticali. L'esperanto, contrariamente a tutte le lingue naturali, permette, tanto nella grammatica quanto nella formazione delle parole, di affidarsi al proprio istinto di assimilazione generalizzante, una legge psicolinguistica descritta da Jean Piaget. Piron argomenta contro la importazione non necessaria di nuove radici dalle lingue europee, mostrando la grande capacita' espressiva del vocabolario basee l'ingegnoso metodo di formazione delle parole composte. Dal 1956 al 1961 Piron fu traduttore per le Nazioni Unite e quindi lavoro' per la Organizzazione mondiale della Sanita', scrivendo molte opere in esperanto, che aveva gia' appreso nell'infanzia. Insegno' l'esperanto presso la Universita' di San Francisco, in California e dal 1973 al 1994 e' stato professore all'Universita' di Ginevra. Il suo libro ''La sfida delle lingue – Dal caos al buon senso'', apparsa in Francia per la prima volta nel 1994 e poi pubblicata in sette idiomi, e' una specie di psicoanalisi della comunicazione internazionale.

05-FEB-08 17:04

ONU - 2008 Anno Internazionale delle Lingue

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riconoscendo che il multilinguismo autentico promuove l’unità nella diversità e la comprensione a livello mondiale, ha proclamato il 2008 anno internazionale delle lingue.
L’Assemblea, riconoscendo che le Nazioni Unite perseguono il multilinguismo come mezzo di promozione, protezione e salvaguardia della diversità linguistica e culturale a livello globale, ha sottolineato l’estrema importanza dell’uguaglianza delle sei lingue ufficiali dell’Organizzazione (Arabo, Cinese, Inglese, Francese, Russo e Spagnolo).
A tal proposito, l’Assemblea ha chiesto al Segretario Generale di assicurare che a tutte le lingue di servizio venga riservato uguale trattamento sia in termini di condizioni di lavoro che di risorse.
Il Segretario Generale è stato chiamato a portare a termine l’incarico di pubblicare sul sito delle Nazioni Unite tutti i documenti storici più importanti in tutte le sei lingue ufficiali, come priorità assoluta.
L’Assemblea ha sottolineato inoltre l’importanza di fare un uso appropriato delle lingue ufficiali in tutte le attività del Dipartimento di Pubblica Informazione, con lo scopo di eliminare la disparità tra l’uso dell’inglese e l’uso delle altre cinque lingue ufficiali.
La diversità linguistica è alla base della diversità culturale. Senza un’attenzione appropriata ai temi della preservazione della diversità culturale, l’armoniosa integrazione di un numero crescente di paesi nel lavoro pratico dell’Organizzazione potrebbe essere difficile da raggiungere.

Il comunicato UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura):
Il 16 Maggio 2007, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2008 Anno internazionale delle lingue. La questione linguistica è centrale per l'UNESCO nei campi dell'educazione, delle scienze, delle scienze umane e sociali, della cultura come delle comunicazioni e dell'informazione, l'Organizzazione sarà il motore di questa iniziativa.
Per celebrare l'Anno internazionale delle lingue, l'UNESCO invita i governi, le Nazioni Unite, le organizzazioni civili, educative, culturali, professionali e tutte le altre associazioni possibili a moltiplicare le loro attività al fine di promuovere e rispettare tutte le lingue, in particolare le lingue a rischio d'estinzione, in tutte le occasioni, sia individuali che collettive.


http://www.onuitalia.it/
Leggi qui la Risoluzione ONU intera (in Inglese)
http://portal.unesco.org/
Leggi anche l'articolo su Vivi Senigalio

CULTURA: BOLIVIA, LINGUA ITALIANA AI LICEI E ALL'UNIVERSITA'

Santa Cruz de la Sierra, 4 feb. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - La Bolivia apre ufficialmente le porte alla lingua italiana: la Societa' Dante Alighieri di Santa Cruz de la Sierra, nella persona del presidente Ivo Cibelli, ha siglato un importante accordo sia con l'Universita' UTEPSA e che con il Ministero dell'Educazione e della Cultura boliviano.

Alla luce della convenzione stipulata, a partire da questo mese l'insegnamento dell'italiano viene introdotto nelle Facolta' di Lingue, di Relazioni Internazionali e di Turismo dell'Universita' UTEPSA, ente fondato nel 1994 che costituisce in ambito didattico uno dei principali punti di riferimento del Paese per la qualita' dell'insegnamento.

In base all'accordo firmato dal Presidente Cibelli e dal Ministro dell'Educazione e della Cultura, Maria Magdalena Cajias de la Vega, dal prossimo anno scolastico l'italiano sara' insegnato anche in tutte le scuole superiori della Bolivia che vorranno proporlo, negli ultimi tre anni, come seconda lingua dopo il castellano e dunque prima di inglese, francese e tedesco.

D'intesa con l'Ambasciatore d'Italia in Peru' Silvio Mignano e con il Responsabile di 'Obiettivo Lavoro' Paolo Valente, la Dante Alighieri boliviana prevede inoltre l'organizzazione di corsi di lingua italiana per 300 infermiere pronte per venire a lavorare nel nostro Paese.

Link all'articolo Adnkronos

L'ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?

L’ITALIANO: UNA LINGUA DA SALVARE?
Lo stato della nostra lingua come strumento di comunicazione non solo familiare, ma anche scientifico e letterario, di fronte alla globalizzazione.

CONVEGNO PROMOSSO DAL CONSIGLIO PROVINCIALE DI PESARO E URBINO in occasione dell’anno mondiale delle lingue.
PESARO – giovedì 7 febbraio ore 17,30 sala del Consiglio Provinciale – via Gramsci 4

Saluti di P.Ucchielli, presidente della provincia e S. Romagna, assessore alla cultura.


Alberto Angelucci (giornalista, direttore de “Lo specchio della città”):
Comicità nell’uso improprio delle lingue straniere.

Riccardo Gualdo (prof. di linguistica all’università di Firenze):
l’uso dell’italiano nella scienza, nella pubblicità, nei mezzi d’informazione, tra la gente: lo stato di sofferenza e le possibili terapie.

Renato Corsetti (presidente federazione esperantista italiana e prof. di psicolinguistica all’università di Roma) :
la tutela delle lingue nazionali come tutela della propria cultura e identità.


Il Gruppo esperantista marchigiano si complimenta con il Consiglio Provinciale di Pesaro e Urbino per aver promosso l’importante convegno e, in merito al 2008, anno internazionale delle lingue, propone al dibattito le argomentazioni che vengono illustrate di seguito.
Accanto alla questione del cambiamento climatico un’altra questione, quella della scomparsa sempre più accelerata delle lingue e delle culture, viene ripetutamente posta all’attenzione del mondo da parte delle Nazioni Unite. Ha cominciato l’Unesco ed ora rafforza la posizione l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite stesse, che ha dichiarato il 2008 “Anno internazionale delle lingue”.

Quando l’umanita’ sara’ restata con una lingua ed una cultura unica, questa cultura unica non avrebbe piu’ possibilità di evolversi nel confronto con le altre culture e sarebbe destinata ad impoverirsi e a rendere l’umanita’ piatta e senza stimoli.

Per tutto cio’ le Nazioni Unite sostengono il multilinguismo come mezzo per promuovere, proteggere e conservare nel mondo la diversita’ delle lingue e delle culture, e riconoscono che il vero multilinguismo favorisce l’unita’ nella diversita’ e la comprensione internazionale, e riconoscono l’importanza della capacita’ di comunicare con i popoli del mondo nella loro lingua.

Questa dichiarazione ha raccolto pochissimi plausi da parte di coloro che credono di avere una lingua forte, l’inglese innanzitutto, ma anche il francese, lo spagnolo, ecc. I mezzi di comunicazione di massa dei Paesi economicamente piu’ sviluppati l’hanno ignorata completamente.

Sostenitori sono, ovviamente, tutti i Paesi del Terzo Mondo, le cui lingue rischiano di sparire gia’ nel giro di alcuni decenni, e il movimento per la lingua internazionale esperanto, che saluta questa decisione, perché da sempre si riconosce in quegli stessi valori. L’esperanto non e’, come molti credono, un movimento per una lingua unica, ma è un movimento per proteggere tutte le lingue e tutte le culture. L’esperanto in quanto lingua neutrale per i rapporti internazionali e’ il miglior modo per tenere le altre lingue al riparo dai processi di erosione da parte delle lingue più forti. In parole povere, l’esperanto non ha dietro di se’ un esercito, una economia, una industria culturale, che cercano di sopraffare le altre e pertanto puo’ essere usato per i rapporti internazionali senza rischi di effetti collaterali.

Il Consiglio Nazionale della Federazione Esperantista Italiana ha lanciato una campagna per far riconoscere l’esistenza di diritti linguistici dell’uomo come parte integrante dei diritti dell’uomo, di cui, peraltro, nell’anno da poco iniziato ricorre il 60esimo anniversario. In sostanza gli esperantisti cercano di far entrare nella cultura generale alcuni concetti basilari:

- i diritti linguistici fanno parte a pieno titolo dei diritti dell’uomo
- la diversità delle lingue è una parte essenziale della diversita’ culturale.
- la comunicazione tra gli uomini resta una necessità essenziale per arrivare alla comprensione reciproca ed alla pace.

I diritti linguistici fondamentali possono essere riassunti nel diritto ad usare la propria lingua madre ed a ricevere un’educazione scolastica in quella stessa lingua. Inoltre fanno parte dei diritti dell’uomo la possibilità di capire e di essere capiti nei rapporti con persone di lingua madre diversa senza alcuna coercizione a parlare la lingua più forte. L’uguaglianza dei diritti linguistici può essere raggiunta solo se tutte le lingue sono considerate uguali e se alcune lingue non vengono considerate piu’ uguali.

La comunicazione tra popoli e nazioni di lingua diversa e’ garanzia di ricchezza di influenze reciproche e di reciproco arricchimento culturale. La comunicazione deve essere reciproca e non a senso unico, da nazione guida a nazione guidata. Proprio per questo piu’ lingue e non una sola devono essere usate nei rapporti internazionali e tra comunita’ di lingue diverse.

E’ necessaria, inoltre, una discriminazione positiva a favore delle lingue piu’ deboli (come numero di parlanti o come forza economico-politica dei parlanti), affinché si eviti lo stravolgimento dell’ecologia linguistica con la scomparsa prima di alcuni campi di uso e poi della lingua stessa.

Questo si puo’ ottenere solo con una politica linguistica accorta ed attenta ai problemi delle lingue piu’ minacciate, compreso l’italiano, e con l’uso per i rapporti internazionali di una lingua neutrale pianificata, come l’esperanto, o naturale come il latino, escludendo comunque ed in linea di principio lingue che siano allo stesso tempo lingue di una nazione, per evitare gli effetti di glottofagia, divoramento di altre lingue, drammaticamente presenti e denunciati gia’ da tutti gli esperti e dalle Nazioni Unite.

Su questo tema allarmiamoci in tempo e non ripetiamo quello che e’ successo a proposito del cambiamento climatico.

Esperanto e Informatica

Segnalo l'intervista a Francesco Sabatini dell'Accademia della Crusca fatta da Punto Informatico. L'intervista è del 15 novembre 2005, ma è ancora tanto attuale quanto urgente. Nell'intervista si parla della diffusione dell'inglese attraverso l'informatica e di quanto potrebbe essere meglio, in tutti i campi, sostituirlo con l'Esperanto.
Vi invito a rileggerla ed a riflettere sulle possibili soluzioni al problema.
Personalmente non mi fermerei all'ambito informatico, pensate ai piloti di aerei, la nostra vita dipende dalla loro perfetta conoscenza della lingua inglese per capire cosa dicono dalla torre di controllo e non solo. Questi due esempi non sono gli unici, ma pensate a quanto tempo, denaro, energie e distruzioni irreparabili di universi culturali si risparmierebbero usando una lingua non invasiva come l'Esperanto.
Io non li chiamo
sogni o utopie, io le chiamo emergenze umanitarie.
Questo problema riguarda tutti, se volete fare concretamente qualcosa potete cominciare qui, dando una mano con le traduzioni di qualche distribuzione libera di Linux, per esempio con Ubuntu.

ESCHIMESI; E' MORTA L'ULTIMA 'EYAK' E CON LEI MUORE UN'ALTRA LINGUA

Era l'ultima persona al 100% del suo sangue e a parlare l'idioma

(Apcom) - Il 25 gennaio è morta Capo Marie Smith Jones, l'ultima persona con il sangue al 100% Eyak ed anche l'ultima persona a conoscere bene la sua lingua, che muore con lei.

Marie è morta lunedì, a 89 anni nella sua casa di Anchorage, in Alaska.

Giorgio Pagano, Segretario dell'Associazione Radicale "Esperanto" ricorda ciò che la figlia di Marie gli aveva raccontato: "Nessuno dei miei fratelli ha imparato l'Eyak poiché siamo cresciuti in un'epoca in cui è considerato sbagliato parlare un'altra lingua che non sia l'inglese". Pagano sottolinea che con la sua morte "è stata definitivamente persa la battaglia portata avanti da Marie Smith, che l'ha vista scendere in campo contro gli educatori delle scuole i quali vietavano ai bambini di parlare la propria lingua nativa a vantaggio della lingua inglese".

Vi invito a guardare l'intervista di Fabio Fazio nella trasmissione "Che tempo che fa" al grande regista Werner Herzog, a questo LINK. Herzog parla anche delle lingue che stanno scomparendo.

Milioni di accessi ai test di lingua italiana de 'ladante'

Roma, 25 gen. (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Grande successo per i test di lingua italiana proposti dal portale della societa' "Dante Alighieri", online dal 21 gennaio. Da 121.239 accessi del 21 gennaio si e' passati a 214.420 del 22, a 1.169.866 del 23 e a 1.529.596 del 24 gennaio. In soli due giorni, dunque, sono stati registrati quasi tre milioni di accessi da utenti di tutto il mondo, di cui il 27% provenienti dall'estero e il 73% dall'Italia.

"Il numero altissimo di contatti - ha commentato Luca Serianni, ordinario di Storia della lingua italiana presso l'Università di Roma ''La Sapienza'' - dimostra che l'interesse nei confronti della nostra lingua e' fortissimo e che la sensibilità e l'attenzione sociale per la norma linguistica sono diffuse molto più di quanto potremmo essere portati a pensare. Sono dati che fanno riflettere - ha aggiunto - segnalano, in particolare, che, se presentate in modo gradevole e diretto, quasi giocoso, le regole della grammatica e della sintassi non servono solo a intrattenere i professionisti della lingua, ma interessano tutti i parlanti".

Mettete alla prova il vostro italiano con il test della Società Dante Alighieri.

Risultati Sondaggio per una Lingua Ausiliaria

Chiuso il sondaggio su quale lingua lingua ausiliaria preferite. Il risultato, scontato, visto il sito :-) , va a favore dell'Esperanto, con qualche voto inaspettato per l'Ido ed un curioso voto, uno, per Italiano.

  • 22 Esperanto
  • 05 Ido
  • 00 Interlingua
  • 00 Klingon
  • 01 Italiano
  • 00 Spagnolo
  • 00 Inglese
Spendiamo qualche parola per le altre lingue lingue non etniche del sondaggio, le citazioni sono prese da Wikipedia.

L'Ido:
"L'Ido (pronunciato come in italiano /ido/) è una lingua artificiale ausiliaria creata da Louis de Beaufront, e sviluppata dalla Delegazione per l'adozione di una lingua ausiliaria internazionale, come tentativo di creare una versione più semplice dell'esperanto. Non a caso, ido è la parola esperanto per discendente. Fu adottata nell'ottobre 1907, a Parigi, da un comitato internazionale di scienziati e linguisti che la scelsero tra tutte le altre proposte dopo aver esaminato ogni progetto, vecchio e nuovo, di lingua universale. L'idioma venne poi discusso pubblicamente, tra il 1908 e il 1914, nella rivista ufficiale Progreso, e fu completato dopo un lungo ed estenuante lavoro dall'Accademia Idista. L'Ido eredita molte delle caratteristiche grammaticali dell'Esperanto ed in molti casi il vocabolario di cui si serve è altrettanto simile. Altre cose in comune tra i due idiomi sono le semplicissime costruzioni grammaticali e la notevole velocità d'apprendimento consentita dalla regolarità dell'uso degli affissi e dall'uso di parole comuni alle varie lingue europee.
Nonostante i numerosi cambiamenti apportati rispetto all'Esperanto, le due lingue risultano reciprocamente comprensibili."

Purtroppo l'Ido non eredita la comunità internazionale che sta dietro l'Esperanto e che lo mantiene vivo e forte.

L'Interlingua:
"L'interlingua è una lingua ausiliaria internazionale nata attorno al 1951 dopo più di vent'anni di studi linguistici ad opera dello IALA (International Auxiliary Language Association).
Il vocabolario dell'interlingua è il vocabolario comune del mondo occidentale, armonizzato in una struttura linguistica coerente. Le lingue su cui si basa maggiormente sono l'inglese, l'italiano, il francese, lo spagnolo e il portoghese.
A differenza dell'Esperanto, e della maggior parte delle altre lingue artificiali, l'Interlingua pone una grande enfasi alla somiglianza alle lingue su cui è basata. Questo tipologia di Lingua ausiliaria internazionale è definita naturalistica.
La comunità dell'Interlingua l'ha definita La lingua che già sai, riferendosi la facilità di comprensione da parte di chi parla le lingue romanze."

L'Interlingua è veramente di comprensione immediata, almeno per i neolatini, infatti è stata pensata come presentazione della cultura occidentale al resto del mondo. L'essere nata con un confine "geografico" non le fornisce quei requisiti di universalità che invece sono parte integrante dell'Esperanto fin dalla sua genesi. L'interlingua resta comunque una valida alternativa ed una lingua dalla pronuncia pulita e musicale che ispira sensazioni di dolce e misurata classicità quasi metafisica.

Il Klingon:
"La lingua klingon (nome nativo tlhIngan Hol) è una lingua artistica ideata da Marc OkrandParamount Pictures e parlata dalla razza aliena dei Klingon nelle serie televisive e nei film di fantascienza di Star Trek. Egli progettò la lingua servendosi di un ordine Oggetto Verbo Soggetto per dare una sensazione aliena al linguaggio.
A volte ci si riferisce al Klingon anche con la parola Klingonese, ma fra la comunità di parlatori Klingon questo termine viene spesso utilizzato per riferirsi ad un'altra lingua klingon, descritta nei romanzi di John M. Ford ispirati a Star Trek, come Klingonaase.
La lingua Klingon ha codice ISO 639-2: tlh."

Il Klingon ... se qualcuno la impara in breve tempo lasci pure un commento, in questa lingua, a questo articolo. Essendo stato a lungo ospite sull'Enterprise, come molti altri miei coetanei, non potevo non citarla :-) .